fra le pieghe della vita

Il 6 ormai è il tuo giorno Fra.
Mi piace avere questo appuntamento.
Il post del sei lo dedicherò sempre a te.

Con Marina e i suoi occhi blu sono andato a fare colazione al mare.
Neve e sole, freddo e luce, una distesa sconfinata di tremolii blucobalto.
Solido e compatto il mare spaccava riflessi preziosi in ordine sparso.
Il ghiaccio in pronta risposta scagliava acuti bagliori, brevi ma più intensi.
Tutto rifletteva,tranne me. Il cervello in pausa pranzo prolungata.
Ci voleva.
E poi a Santa Marinella fanno dei cornetti incredibili.

Anche con Fra siamo venuti tante volte qui. Il trio del lunedi a Santa Marinella.
Quando una persona scompare rimane nei luoghi del ricordo.
E una via anonima, una curva della statale, una finestra di un palazzo diventano d’improvviso unici. Come se ci fosse ancora un po’ di quella persona, qualche molecola residua.
Ho indossato oggi un maglione rosa, credo lo avessi prestato a lui l’ultima volta che mi fece visita a Roma. Forse è stata un’allucinazione, ma aveva il suo profumo.
Me lo sto accarezzando da oggi, in continuazione.

Vorrei tanto sognarlo ma evidentemente non sono ancora pronto.
Vorrei vedere che sta bene, vorrei vederlo sorridere, anche sono sicuro lo stia facendo.
In compenso lo sogna mezzo mondo, anche gente che non lo ha mai conosciuto.
Fra datti una regolata, perché devo essere proprio l’ultimo?

Un po’ di giorni fa parlavo con Marina.
Ogni volta che sistemo casa spero di trovare qualcosa di suo, una lettera, un biglietto, boh non so perché.
Lo faccio d’istinto, come se fosse un pensiero autonomo che si sovrappone ai miei.

Beh trovato. Oggi per caso, mentre facevo altro, dopo quattro mesi.
Mentre con Marina stavamo chiacchierando a pranzo.
Mentre la mia testa cercava una cosa, la mia anima un’altra.
L’anima si vede che è più brava a trovare quello che ci serve.

Fra cerini rubati negli alberghi, bolle di sapone del matrimonio della gattamorta e numerosi modellini in scala di vespa special trovo un biglietto di carta piegato in quattro.
Li dove guardo tutti i giorni, nell’archetto dei ricordi, dove attacco foto, frasi e schizzi a matita.
Era li, di traverso, nelle pieghe della mia vita.

Era stato a New York e mi aveva preso un regalino, anzi tre.
Aveva sempre un pensiero per tutti, cosa che ti dice molto di lui. E insieme ai regali questo biglietto, che non avevo letto. Non so, magari era caduto e Ludmilla riordinando lo ha infilato li.
E dopo 4 mesi eccolo fra le mie mani. Proprio il 6.
Stavo parlando con Marina, stesa sul divanone grigio-blu.
L’ho estratto come un chirurgo che si è dimenticato la garza nella pancia del paziente, cercando di non compromettere il delicato equilibrio di oggettini e ricordi collezionati in giorni sparsi.
Già prima di aprirlo sapevo che non era un bigliettino qualunque, non so perché. (in effetti non so il perchè di un mucchio di cose)
Con la stessa concentrazione del chirurgo di prima l’ho aperto, le mie dita sapiente bisturi. Ho letto.
Marina che ormai ha le antenne ha fiutato che il silenzio di due secondi prima non era più lo stesso. Io che mi siedo, mi tremano le gambe.

“Ovvio che dovevano essere 3. E ognuno che ti possa ricordare qualcosa o qualcuno…bentornato, franci”

Mi sono chiesto perché bentornato, in fondo era lui che tornava da fuori.
Ovviamente la spiegazione me la sono data, un po’ come mi pare. Ognuno interpreti quello che vuole.
Ma lui a casa c’è già, quello ancora fuori sono io.
È lui che mi aspetta a braccia aperte, quando avrò compiuto il mio percorso.

Oggi quel biglietto non ha più il peso di 4 mesi fa.
Porta con se l’importanza di un miracolo.
Lo assaporo con le dita, sapendo che le sue lo hanno toccato prima di me.
Che quel solco dell’inchiostro lo ha impresso lui.
Il particolare che diventa fondamentale.

Mi piacerebbe poter dare alla mia vita l’importanza del particolare.
Mi piacerebbe concedere ai miei occhi lo spettacolo enorme delle piccole cose.
Mi piacerebbe respirare le molecole di tutte le persone che mi vogliono bene, per farle entrare nei miei polmoni, poi nel sangue fino al cuore e renderle parte organica del mio corpo.
Mi piacerebbe smettere di usare il condizionale e avere il coraggio di fare tutto quello che mi rende felice, col tempo presente. Ci sto lavorando su.

Mi piace essere certo che quel solco che hai impresso rimarrà per sempre impresso nelle pieghe della mia vita.
E chi mi aspetti. A casa.

Ovviamente nemmeno farlo apposta il biglietto riporta
New York
3/ 7/ 11

Sommato fa 21. Il mio numero. Che sommato fa 3. Il suo.

Ciao Franci.

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15 thoughts on “fra le pieghe della vita

  1. Dopo il gelo e la magia della neve, arriva il sole a riscaldare la terra e il cuore, ricordandoci che la primavera e una nuova stagione sono vicine. Terra, acqua, aria e fuoco oggi si sono uniti e hanno abbracciato il tuo corpo e spirito.

    E’ bellissimo questo post; potrei dire che è come se il tuo sguardo, osservando la neve, vedesse il cielo e la sua immensità e all’interno della tua casa, ritrovasse la “Stella” polare.

    Sono contento di questo tuo “regalo” sono sorpreso di questa “coincidenza” e certo dei “particolari” che hai colto. Sono felice, nel sapere che nella parola “bentornato” ci sia speranza, amore e incontro.

    Un grosso abbraccio di cuore e una preghiera sincera.

    3, 6, 12 … tutto sembra raddoppiarsi nello strano destino della numenorologia.

  2. Paolo.. caro Paolo… noi dal vivo non ci siamo mai conosciuti (.. e chissà se tale fortuna mai mi accadrà) tuttavia non smetterò mai di essere felice per aver avuto il coraggio di mandarti quel messaggio allegato alla richiesta di amicizia su facebook. Ho avuto modo di conoscerti più affondo, di capire il tuo pensiero e di rendermi conto che dentro di te c’è tutto un mondo che spiazza. Ancora una volta mi trovo qui a leggere un tuo post. Ancora una volta mi trovo qui ad emozionarmi nel farlo sentendo un brivido dentro. Dopo il post sulla descrizione dell’amore non ho più commentato, sia per pudore, sia per non diventare troppo pressante ai tuoi occhi ma questo non vuol dire che io non abbia più letto ciò che scrivevi. Oggi però non ho potuto fare a meno di fermarmi e trovare le parole adatte per lasciare una traccia in questo luogo segreto dove cammini solo tu. Nn so chi fosse questo Fra ma di certo sarà stato una grande persona perchè le tue parole vibrano come hanno fatto le tue gambe quando hai trovato il bigliettino. Quando qualcuno di cosi importante ci lascia non si può spiegare che si prova. Ognuno reagisce a modo proprio e non serve quando ci dicono “Il tempo aiuta a far passare il dolore”, esso non avviene.. il dolore non passa, s’impara solo a conviverci. Tante frasi tra quelle che hai scritto mi hanno colpito ma una… una mi ha davvero trafitto: Quando una persona scompare rimane nei luoghi del ricordo. E’ maledettamente vero!
    Forza Paolo.. Non l’avrai ancora sognato ma ti ha comunque voluto mandare un messaggio speciale e forse, come dici tu, adesso ti guarda e sorride. Un abbraccio sincero. Jimmy

      • Sono felice se le mie parole ti hanno fatto piacere.. perdona gli eventuali errori (rileggendo ne ho trovati di terribili che nemmeno alle elementari.. ahaha) ma ho scritto tutto di getto.. come mi veniva.. spontaneo.. notte serena Paolo

  3. :’)) mi piace..tanto tanto tanto..i segni che la vita ci da sono doni preziosi esattamente come le persone che hanno fatto parte e che fanno ancora parte delle nostre di vite…
    P.S. auguroni zio!! :)) baci

  4. Le tue parole mi hanno colpito molto perchè anche io in questo periodo sto vivendo le tue stesse sensazioni…è tutto quello che avrei voluto dire e non sono riuscito mai a fare…è scritto qui, riassunto in poche frasi…ma molto significative! grazie.
    Raffaele

  5. Io l’ho sognato sorridente in tenuta estiva e ricordo di avergli detto:”dalle tue parti c’e’ il sole, l’hai portato tu,,,,” mi ha sorriso e se ne andato io mi sono girata verso chi era li con me nel sogno e realizzando che era fra ho esclamato: gnari non sono scema vero…..era il Comi cxxxo l’avete visto anche voi”… Da te magari non e’ancora passato ma da quello che scrivi e’sempre con te e ti lascia segnali diversi e piu’ forti dei sogni
    Siamo ormai al quarto mese e manca piu’ che mai.

    Notte paolo alla prossima 🙂

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