poi mi perdo nei tuoi occhi

Io lo sapevo che non ci dovevo andare, cavolo!
Una volta che il mio sesto senso, per altro solitamente piuttosto restio ad esprimersi, mi dice chiaramente “non andare!” io faccio finta di nulla e accetto l’invito alla prima di teatro. Già dal titolo si capiva chiaramente che era da evitare.  Non contento invito anche Guja, così avrò per giorni il senso di colpa.

Sono dell’idea che ognuno debba esprimersi come gli pare.
Ma io non sono obbligato a sorbirmi tale fuoriuscita incontenibile di “creatività”.
Per me lo spettacolo era un’inutile accozzaglia di luoghi comuni, robe dette e ridette, da facebook ai matrimoni gay, dalle telecamere che ci tolgono la privacy fino a Papa Benedetto, con la pretesa di una denuncia inesistente, mascherandosi di un’avanguardia sperimentale che 20 anni fa sarebbe stata giudicata vecchia. Il tutto declamato con arroganza e prosopopea, senza suggerire alcuna soluzione, nè tantomeno speranza.
Sono uscito omofobo, con la voglia di aprire 8 profili di facebook e pronto a entrare nella “casa”.
Effetto contrappasso allo stato puro.

Purtroppo o per fortuna ho un’enorme rispetto per quelle assi di legno.
Salire sul palco deve essere un’atto di umile sottomissione, si è in funzione di qualcos’altro più grande di noi. L’ego dovrebbe essere mandato in pausa forzata per 2 ore.
Uno spettacolo teatrale non può essere l’esternazione, priva di qualsiasi autocritica, dei nostri pipponi mentali.
Ok mi ha fatto proprio cagare e anche quello andrebbe fatto con una certa eleganza…

Ma ribadisco ognuno può fare quello che gli pare.
Solo che io non lo posso vedere. Mi devo preservare.
Ultimamente tutto entra senza fatica, si insinua nelle viscere, inquina quel silenzio e quella semplicità che sto cercando di conquistare giorno dopo giorno.
O forse è sempre stato così, solo che ora me ne accorgo.
Bisogna stare attenti a chi fai entrare nella tua vita, a cosa guardi, di cosa parli. Se no poi capita che le frustrazioni di altri ti si attacchino addosso, come il grasso delle gomme, che poi per mandarlo via….
E a me per reazione scatta qualcosa dentro, una rabbia improvvisa. Io, che non mi arrabbio quasi mai….

Sono uscito dal teatro con la voglia di picchiare qualcuno o qualcosa e ho trovato solo freddo.
Col gelo che si insinua come un serpente fra gli strati della mia corazza arrivo a casa.
Solo qui riesco a difendermi.
Entro di corsa, come inseguito. Le situazioni di panico mi sono sempre piaciute.
Mi rintano sul mio lettone, facendo due tre giri su me stesso, come fanno i cani, per trovare la posizione giusta. Forse ero un cane nella vita precedente.
Musica classica al piano e candele diptyque baies,la mia profumazione preferìta, il gelido serpente non ha possibilità di vittoria qui dentro.

Ho bisogno di recuperare il mio silenzio, la bellezza delle mie piccole sicurezze.
Metto tutti gli oggetti che ho accanto in una compulsiva sistemazione geometrica, cercando l’ordine.


Sul comodino una foto, da tempo è lì.
La osservo mentre scivola fra le mie dita. Guardo quel volto che mi guarda.

Osservare le cose è importante, ci vuole metodo e allenamento.
Parto sempre dagli occhi.
Dagli innumerevoli segreti che nascondono.
Una foto vive. Uno sguardo non è mai unidirezionale.
Ecco forse questa è la scappatoia stasera. Così mi dimentico del teatro e mi perdo nei tuoi occhi.

Avete mai fatto caso che se guardate un volto in una foto dopo poco vi accorgete che accanto all’emozione che cogliete in un primo momento ce ne sono molte altre? Come se fissandola per un po’ quell’immagine prendesse corpo e spessore, acquistasse una storia.
E piano piano esce anche quello che non avevi visto o che proprio non si vede.
Ma si sente.
La temperatura climatica di quando è stata scattata, il vociare tutto intorno, i profumi che la penetravano, gli occhi di chi attraverso l’obbiettivo ci stava guardando.

Ho guardato i tuoi occhi come fossero un dipinto.
Un’affresco di dolcezza con piccoli schizzi di malinconia.
Sensazioni che si adattano, fra loro complementari, esaltandosi nel contrasto.
Forse dolcezza e malinconia sono sorelle siamesi.
C’è in un angolo dell’occhio destro una paura, di colore pallido.
Una paura di qualcosa che potrebbe accadere, forse un’insicurezza.
Forse la gioia di possedere qualcosa che si è tanto cercato e la conseguente paura di venirne privati.
In basso, dal ciglio inferiore, parte un colore deciso e degradante, la voglia di scoprire nuove cose, un’insaziabile curiosità,voglia di vita.
Voglia di appagare il desiderio di bellezza, voglia di mangiare piatti abbondanti, di vedere posti nuovi.
Voglia di vivere pienamente il momento.
Il colore si sviluppa dalla base in modo acceso e diluisce salendo, sovrapponendosi agli altri, senza cancellarli.
Al centro della pupilla un punto luminoso dai contorni definiti.
È una domanda.
Una domanda che si increspa nel labbro superiore;
è la bocca che viene in soccorso agli occhi. Sottolinea, evidenzia.
La domanda che sta in tutte le foto, in tutti gli occhi, in tutte le dolcezze venate di malinconia.

Posso fidarmi di te?

Nella foto la risposta non c’è, non so di che colore sia.
È un colore che va ricercato tutti i giorni, rischiando.
Mi piace l’idea di fidarmi delle persone, guardandole negli occhi.
Mi piace fidarmi di me, ascoltando quel sesto senso che è potente e sicuro.
Ma che ha bisogno del silenzio per poterci parlare.
Mi piace l’insicurezza totale con cui ci si deve abbandonare  alle persone che ami, aprendo le braccia e spalancando il cuore.
Sapendo che può venire trafitto o accarezzato.
Ma che in entrambi i casi crescerà.

Advertisements

16 thoughts on “poi mi perdo nei tuoi occhi

  1. e direi che come post del buongiorno, è davvero bello… ho imparato da tempo a fidarmi del mio istinto, quando lo sento che squilla come un allarme impazzito, gli do retta. quando lo sento… 😀
    io stranamente di foto in giro per la stanza, giusto 3, i miei nipoti, il gruppo della mia famiglia, il mio migliore amico dell’universtà.
    tutte persone che fanno parte del mio cuore.
    di solito sono uno che si fida molto degli altri, che apre il suo cuore con slancio, anche se ogni tanto ho ricevuto delle belle batoste 🙂

  2. Ogni post che leggo è una vera sorpresa: hai la rara capacità di far scaturire da una situazione apparentemente banale (uno spettacolo teatrale che ti ha deluso, in questo caso), una varietà di emozioni che riesci a trasmettere sempre attraverso i tuoi “pensieri ad alta voce”. Grazie!

    Buona giornata, Paolo. 🙂

    P.S. C’è modo di mettersi in contatto con te via e-mail? Non vorrei sembrare invadente ma avrei qualcosa da dirti in “privato” … 😯

  3. Grazie Paolo,
    nella mia stanza d’hotel alla periferia di Bologna con la neve che circonda ogni sguardo verso il mondo, ho ritrovato il consueto calore delle tue emozioni, il coinvolgente abbandono di momenti unici, la rassicurante affinità ad un anima bella.. :-*
    Serenità…a te.
    Baci, Fabio

  4. Paolo,

    L’istinto è un ottimo strumento, quando ci va bene, ma quando va male????? C’è da spararsi!!

    Io uso spesso lo strumento “pancia”, quando sono con una persona nuova mi chiedo “ok, cosa sento nella pancia?” e trovo sempre una risposta, quasi sempre giusta…. Ma quando invece si rivela sbagliata…. Altro che guardare negli occhi…..

  5. L’insicurezza con cui ti abbandoni alla persona che ami, per quanto banale sia dirlo, è piena di sicurezze. Non quelle che qualcuno da a te, ma quelle che tu dai a te stesso. Pensavo fossi solo un bravo attore, ma è evidente che non è così. Complimenti 🙂

  6. L’insicurezza con cui ci si abbandona alla persona che ami, per quanto banale possa sembrare, è piena di sicurezza. Non quella che ti da la persona che ami, ma quella che dai tu a te stesso.
    Pensavo che fossi solo un bravo attore, ma è più che evidente che non è così.
    Complimenti 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...