10 secondi

foto 4 Dieci secondi nemmeno ci
sono voluti per strapparmi via un pezzo di vita. Dieci secondi
nemmeno e perdi per sempre le tue cose. Dieci secondi nemmeno e ti
rendi conto che in effetti sono solo cose.

Alla stazione di Termini pronto per partire per Milano mi fermo a
comprare un giornale. Ok, lo ammetto era Vanity Fair e,
collaborando con Elle, un Dio editore mi ha subito voluto punire.
Quel numero di Vanity Fair mi è costato qualche migliaio di euro.
Ho appoggiato il mio borsone grigio cobalto profilato canna di
fucile marca Prada (come risulta nel verbale della denuncia) per
terra, il tempo di pagare quei miseri due euro di tradimento
giornalistico, distrarmi un secondo e notare con la coda
dell’occhio due persone di colore chinarsi, facendo finta di
allacciarsi le scarpe. Dieci secondi nemmeno. Ai miei piedi un
vuoto, fisico e morale. Ti senti strappare qualcosa, ti senti
vulnerabile, violato. Io ho sentito solo un grande desiderio di
affondare le mie nocche su quelle facce, di vedergli saltare i
denti dalla bocca, di schizzare rosso. Rabbia, feroce e dirompente,
esplosiva. Ho cominciato a correre per tutta la stazione,
inseguendo delle ombre, inseguito dalle mie. Ho corso fino a
perdere il fiato, fino a sentire il sibilo dell’asma fischiare come
il capotreno. Ok, calmo. Cosa devo fare. Denuncia. Binario 1,
polizia. Suono il campanello. “Si?” “Salve mi hanno appena
rubato tutto. Devo fare denuncia, magari dalle telecamere riuscite
a…” “Ci vorrà più di un’ora” Secca, decisa, scocciata. “Pensa di
farmi entrare?” “Guardi che la può fare anche all’ufficio di
destinazione” “Arrivado alle 23:40 a Milano pensa che ci siano
molti agenti in ufficio?” Apre la porta. Nella piccola stanza
d’attesa dotata di tutti i non-confort, dalla non-aria condizionata
alle non-sufficienti sedie, mi si palesa un piccolo circo
felliniano: ragazze koreane buttate a terra, giovani leopardati
provenienti da Ibiza, inglesi travestiti da alpini, egiziani col
permesso di soggiorno sì, ma perduto. “Mi hanno appena rub..” “Si
sieda e aspetti il suo turno. Per caso parla inglese?” “Come
scusi?” “Lei parla inglese? Non capisco che vogliono ste du Koreane
e se sono piazzate qua da du’ ore” E in un attimo mi trasformo da
derubato a Olga Fernandez. Perché in un ufficio di polizia alla
stazione Termini nessuno parla inglese. Ma del resto ne passano
così pochi di stranieri da queste parti… Ok devo aspettare, perdere
il treno, denunciare. In un’ora e mezza di piacevole attesa e
traduzioni plurime, il clima è stato allietato dalle battute degli
ufficiali, degne di uno Zelig off. I carabinieri dovrebbe chiedere
una percentuale sui copyright. “C’è questo signore che ha perso i
documenti” “Che io sappia di Signore ce ne sta solo uno, ue ue, e
sta in cielo!!!” Spassosa. “Che mi passi quella bottiglia (di
acqua)” “Ho smesso di bere dieci anni fa!!!” Esilarante. Quando ti
hanno derubato del tuo computer portatile Apple, il tuo Ipad,
scarpe nuovissime mai indossate (che se le sono rivendute a prezzo
pieno, c’era pure la scatola), il maglioncino di tuo padre a cui
sei tanto affezionato e altra roba, questo genere di battutte ti fa
salire un odio universale contro il genere umano. Ho odiato,
nell’ordine, tutte le persone di colore di genere maschile con
abbigliamento largo stile hip hop compreso Jay Z, chiunque
indossasse una divisa per altro dello stesso colore della mia
valigia appena rubata, ogni fischio che annunciava la partenza
dell’ennesimo treno che avevo appena perso. Sono entrato,
l’ufficiale piuttosto genitile. “Che cosa c’era nella sua valigia”
“Scarpe nuove, il Mac..” “Come si scrive Mac?” Silenzio. Ho pensato
fosse una battuta. Imbarazzo. “Ok… allora…M di Milano A di
Ancona e C di … Corso di ingl…Como, si ecco Como, quello del lago
dove ci sta Cloney.” “Non conosco, comunque altro?” All’idea di
dover fare lo spelling del maglione Paul&Shark mi viene un
piccolo spasmo muscolare. ”Un maglione blu. Ecco tutto” “Perfetto.
Mi ha detto che era all’edicola di fronte al binario 9, vero? Sa,
per le telecamente…” Annuisco. “Mi dica la verità, quante
possibilità ci sono che io recuperi la mia valigia” “Nemmeno una.
Non abbiamo mai recuperato nulla di rubato. Solo cose dimenticate,
al limite” Benissimo. Domandina: a cosa servono tutte quelle
telecamere in stazione? Dato che a quanto pare, per quanto riguarda
il settore furti, non sono di alcuna utilità, le usiamo per quelli
che non sono stati presi al Grande Fratello? No perché, se così
fosse, la prossima volta vengo direttamente da casa con una
piscinetta gonfiabile per caderci dentro vestito fra l’ilarità
generale, tiro una bestemmia per sbaglio e chiedo scusa in diretta
nazionale e poi faccio a cuscinate per ore. Ciao Alessiaaaa.
Nessuna possibilità di recupero. Tutto perso, le mie foto, i miei
video, quello che scrivo, anni di piccole storie. Mi siedo
desolato, mi viene un pò da piangere. Il computer è un pò la mia
vita, il mio lavoro (Sto scrivendo sul telefonino ora) Dieci
secondi. Dieci secondi nemmeno e mi viene quell’idea. Tutto quello
che ci accade nella vita è per il nostro bene, anche quando sembra
esattamente il contrario. Dieci secondi nemmeno e comincio a
sorridere, ci voglio credere che anche questo sia per il mio bene.
Dieci secondi nemmeno e prendo tutta l’aria della stanza, che entra
e mi scioglie i muscoli della faccia. Dieci secondi nemmeno e
ricomincio ad apprezzare gli ufficiali attorno a me che ogni giorno
devono affrontare mille di questi problemi, la fortuna che ho
avuto nel poter imparare l’inglese, tutte le persone di colore
anche Jay Z, anche se due di loro sono degli emeriti co…no anzi
anche loro. Perché per rubare a una persona che sta per partire la
valigia, consapevoli che gli stai procurando un enorme danno,
rischiando di essere visti, presi, arrestati, trattati male devi
avere davvero un buon motivo. Più che altro non devi avere scelta.
Chissa che vita sono costretti a vivere questi due, probabilmente
della mia età. Uno l’ho guardato negli occhi per una frazione di
secondo, prima di realizzare che mi stesse derubando. Lui ha avuto
paura. L’ho vista nei suoi occhi, un lampo fulmineo, come le prede
nell’istante prima che vengano catturate. Quella paura
terrificante, crudelmente umana, di morire. Mi guardo qui, in
questa squallida stanza d’attesa senza aria condizionata. Mi hanno
rubato delle cose, punto negativo della giornata. Sono sano, sono
circondato da innumerevoli persone che mi vogliono bene, sto
facendo un lavoro che mi appassiona, viaggio tanto e vedo il mondo,
per farlo posso camminare con le mie gambe, vedere con i miei
occhi, ridere molto spesso, riuscire a scoprire ogni giorno cose
nuove, respirare, cadere e rialzarsi sempre. Potrei durare per ore
questo elenco. Messe sulla bilancia le cose negative diventano
irrisorie rispetto a quelle positive. Ok, non è un periodo
economicamente facile per nessuno. Magari non potrò riavere mac e
ipad, ma troverò il modo di recuperare qualcosa per continuare a
scrivere. Salgo sul treno, l’ultimo per Milano. E’ quasi
vuoto, quasi come me, se non altro senza troppi bagagli. Posso
trovare del positivo anche qui, almeno viaggio leggero. Chiamo
mamma, le descrivo quello che è successo e mentre lo faccio mi
viene in mente che sul computer c’erano le foto di una persona che
non c’è più e che non potrò recuperare. Groppo alla gola. “Le
persone non rimangono nelle immagini, ma nel cuore. E li non te le
può rubare nessuno” “Grazie mamma, buona notte” Sorrido e l’occhio
si bagna. Forse è una frase scontata, banale. Ma in questo momento
era esattamente quello di cui avevo bisogno. “Scusa, ho ascoltato.
Sei una persona fortunata, io non avrei mai potuto fare una
telefonata del genere. I miei mi avrebbero detto che sono un’idiota
a farmi fregare in quella maniera” Un estraneo che entra nella tua
giornata ci mette dieci secondi nemmeno e per una manciata di
minuti o forse per sempre condividerà con te un pezzo di vita. E la
cosa divertente è che non sapendo nulla di te, ti fa notare quello
che hai davvero. Lo guardo, ha ragione. “Si, sono davvero
fortunato. E nessuno mi può derubare delle cose più preziose che
ho.” “Hai gia mangiato?” “No” “Il vagone ristorante è il
successivo.” Sorrido. Anche di questo momento bellissimo e assurdo
a 300km all’ora nessuno potrà mai più derubarmi. foto 2 P.S. Tanto per essere
chiari: non in tutto ci metto “dieci secondi nemmeno”. (Su Elle.it
il mio nuovo articolo su come coccolarsi e rimettersi in sensto,
quando serve!)

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57 thoughts on “10 secondi

  1. Io, per abitudine, se devo appoggiare un borsone per terra mentre faccio il biglietto o altro, lo posiziono tra le gambe … non sarà una posizione di gran classe ma certamente è più sicuro. 🙂

    Battute a parte, mi dispiace molto per quello che ti è successo. E’ vero che ci sono cose più importanti e che nessuno ti può togliere, ma ca**o, ci si può pure incavolare per una cosa del genere e piangere pure!
    Quanto ai documenti che avevi sul computer, ma non hai una copia dei file su un’unità mobile? Io non vado mai in giro con il pc, anche perché il mio è fisso ( 😦 ), ma regolarmente salvo copia di tutto sulla chiavetta o altro. Non si sa mai che si rompa.

    Sai cosa mi piace di più di questo post? Vederti (o immaginarti) inca***to nero, perché hai quel faccino così per bene che sembra quasi impossibile che accada. 🙂

  2. …che dire…..la capacità di convertire in positivo, rabbia, delusione , smarrimento, sconforto, non è da tutti, anzi!!!!!!!!!Complimenti…….e non avevo alcun dubbio che i 10 secondi di cui parli, riguarda solo ed esclusivamente la situazione e che hai descritto!!!!!

  3. Complimenti per la positività! Non è assolutamente da tutti, anzi…
    e complimenti per come descrivi le cose… ho provato le tue stesse emozioni immedesimandomi completamente nelle varie scene… rabbia… la voglia di strangolare gli ufficiali…. il groppone in gola…. per poi sorridere a fine post! 😉

  4. Essere derubati è sempre una violenza, soprattutto quando ti rubano oggetti che avevano un valore che andava al di là di quello commerciale…mi spiace tanto 😦 tra l’altro io ti ho incrociato lunedì in serata proprio alla stazione…chissà se era già successo…un abbraccio

  5. Il lato ironico non ti manca e per fortuna.Io x colpa di Cesare Cremonini a Venezia ho perso il mio porta cellulare con una carta da 20 euro dentro. Non so perché l’ ho messa li…. comunque è colpa mia. Ma il tuo è un furto triplo. Pian piano ti accorgi di altre cose che mancheranno. Io è da Marematraggio di Trieste che ti seguo e pian piano si impara a conoscere Le persone anche virtualmente.In effetti leggendo ora il tuo post mi sono accorto che oltre a farmi ridere mi ha fatto rattristare. ( riferimento alla persona scomparsa)Quello su Effe è stato il mio post preferito. Te lo detto e lo ridico. Ps:i grissini sul vagone sono di marca spero.

  6. Concordo pienamente….. non è da tutti essere cosi profondi e ancor di più , trovare il lato positivo in un momento del genere……. vedere la vicenda, sotto un altra prospettiva, è sintomo di una grande forza interiore. woow….. 😉

  7. Le stazioni son posti pericolosi forse tra i piu’ pericolosi in Italia. Mi dispiace dell’accaduto ma con questo racconto e il lato comico delle nostre forze dell’ordine il sorriso che si e’ stampato sulla mia faccia (e forse non solo la mia) puo’ essere di consolazione. Next time un bell’aereo. Saluti da NY

  8. Leggere i tuoi post apre la vita sempre su orizzonti sereni e profondi… nulla è scontato, nulla è a caso, nulla è facile, ma tutto diventa semplice e quindi bello ed eterno!!!

    10 secondi nemmeno bastano per dirti ancora una volta grazie, a presto e chissà se prima o poi ci si conoscerà… li forse 10 secondi non basteranno nemmeno 🙂

  9. Oltre a rinnovarti i complimenti come al solito per i tuoi post questa volta devo farti ulteriori complimenti per come, nonostante la situazione, sia riuscito ad essere positivo..un grande insegnamento: Paolo docet (come sempre!) in ogni circostanza.
    GRAZIE
    A presto
    Eleonora
    P.s. Condivido inoltre il fatto che nonostante le foto di una persona scomparsa possano apparirci come il modo migliore per “portarla” ovunque con noi, in realtà solamente in un posto non scomparirà mai e nessuno potrà rubarcela: il nostro cuore..

  10. Furto alla stazione.. ce l’ho!
    senza documenti, senza soldi, senza biglietto.
    “E ora come lo ricompro il biglietto? E come torno a casa?”
    Quello che ricordo è la sensazione di smarrimento.
    E poi, passa 🙂 Grazie all’intervento provvidenziale di un’amica, grazie alla telefonata rassicurante della mamma…

    Grazie a te, ora.. per la magia dei tuoi racconti, e per la tua prospettiva delle cose 🙂

  11. “Le persone non rimangono nelle immagini, ma nel cuore. E li non te le può rubare nessuno”. Quanto sono vere queste parole? Tanto… tantissimo!
    Immagino come ti sei sentito in quella stanzetta, ma senti di cosa son capaci alcuni personaggi… lo scorso anno sul tram hanno rubato il portafogli a mia sorella (ravanando fino in fondo alla borsa). Al momento della denuncia:

    mia sorella: “mi hanno rubato il portafogli e devo fare denuncia”
    l’incaricato (dopo aver segnato i dati di mia sorella e trascritto come sono avven): “ha le generalità del ladro?”

  12. X sbaglio ho mandato la risposta incompleta…. sorry!!!
    Rifaccio!
     “Le persone non rimangono nelle immagini, ma nel cuore. E li non te le può rubare nessuno”. Quanto sono vere queste parole? Tanto… tantissimo!
    Immagino come ti sei sentito in quella stanzetta e mi spiace molto. Come ha già scritto qualcuno “è una violenza” non è giusto! Ma senti di cosa son capaci alcuni personaggi… lo scorso anno sul tram hanno rubato il portafogli a mia sorella (ravanando fino in fondo alla borsa). Al momento della denuncia:

    mia sorella: “mi hanno rubato il portafogli e devo fare denuncia”
    l’incaricato (dopo aver trascritto cosa c’era nel portafogli, quindi anche i documenti): “ha un documento d’identità? ”
    Mia sorella: “veramente me l’hanno appena rubato…”
    L’incaricato (dopo aver scritto come è successo tutto): “Ha le generalità del ladro?”
    Mia sorella: “Le pare che nnon gliele dicevo sr le conoscevo? ”
    Talvolta resti senza parole…..
    Alla fine il portafogli è stato ritrovato insieme a buona parte dei documenti (x fortuna). È andata bene, qualche animo buono si incontra ancora.
    Un abbraccio!

  13. La capacità di vedere il lato positivo di qualsiasi cosa.. penso che sia un gran pregio.. qualsiasi avvenimento della.nostra vita ha un senso.. anche quei dieci secondi.. hai avuto la forza di placare la rabbia e apprezzare anche questo.. sei veramente speciale… ps e poi non perdere la speranza magari ritrovano qualcosa… ( l altro.gg dopo due settimane di pianti per un anello caro perso lho ritrovato per caso nel momento in cui stavo cambiando la.macchina vecchia con quella nuova).. un bacio e come sempre grazie dei tuoi racconti di vita quotidiani, normali ma sempre un po’ speciali..

  14. Capita, non è affatto piacevole, ma succede. Posso immaginare la rabbia e lo sconforto per l’aver perso non solo strumenti del tuo lavoro, ma parte di te, i tuoi scritti, le tue foto… spero che tu possa recuperarli e, nonostante la non-speranza che viene infusa dagli agenti della stazione spero che tu possa essere l’eccezione e che ti riportino a casa tutto ciò che ti è stato strappato.

    PS: la mamma è sempre la mamma.

  15. Ciao Paolo. Sono finita nel tuo blog un po’ per caso.
    Solo una cosa: grazie per quello che hai scritto, qualcosa più di 10 secondi ma mi hai cambiato l’umore. Anche a me hanno rubato il computer a Roma un paio di anni fa, so cosa provi quando perdi un oggetto che dentro ha tuoi anni di vita, di lavoro e anche, perché no? stupidate che però ti facevano sorridere e non recupererai.
    E il back up mi ostino a non farlo, così mi potrò dare dell’idiota da sola quando perderò tutto di nuovo per un furto, un virus o.
    Scusa, mi fermo qui, volevo solo dirti grazie.

  16. Sono fermamente d’accordo quando dici che tutto capita per un motivo. E le difficoltà – le più impreviste, quelle che più di tutte sembrano solo uno scherzo di un destino tiranno – alle volte sembrano volerci ricordare che abbiamo la tenacia necessaria per superare tutto. Per riprenderci, rialzarci e rivoltare le situazioni a vantaggio. Non so se sia una dote innata o si apprenda ad un certo punto nella vita. Ma da quello che scrivi fa certamente parte di te :D. Detto questo io pazienterei un paio di giorni e mi aspetterei una richiesta di riscatto. Scritta su una pagina di Elle. Che già di per se potrebbe essere un buon indizio…

    Un bacio!

    P.S. Se può consolarti a me una mattina alle 5 e 30 in partenza per ancona è toccato tradurre, col mio pessimo francese, per un barbone che era stato aggredito con una mazza da baseball nel sonno e derubato (dell’unica cosa che possedeva: una bibbia) e che, poichè nessuno della polizia di termini capiva il francese, era stato abbandonato traballante e con due grosse contusioni sul binario senza che nessuno si fosse degnato nemmeno di chiamare l’ambulanza…

  17. È incredibile come la tua persona e le cose che ti accadono diventono strada per un cammino , per cui nulla si cristallizza , ma tutto evolve e diventa ricerca e conoscenza di sé….questo è vivere ! Grazie

  18. Opro!!! Che giornatina…. Occhio che ora saranno in molti a volerti vendere un nuovo MEC scegli bene che sia uno valido perchè non puoi certo non scriver(ci) altre storie di vita meravigliosamente comune con quella dolce ironia che ti contraddistingue (perdonami l’egoismo)😉

  19. Pingback: Cacciatore di perle | OHMYBLOG | PAOLOSTELLA

  20. Avrei voluto leggere questo post quando l’hai pubblicato, perché mi avrebbe consolato subito. A me il giorno dopo (19 sept) hanno rubato il motorino mentre ero dal parrucchiere e per mia sfiga nel bauletto avevo un paio di oggetti ai quali ci tenevo più che del motorino in se: le mie Nike fucsia comprate a Tokyo durante un viaggio bellissimo che ho portato sempre con tanta gioia, degli occhiali da vista Tom Ford regalo per un compleanno e il mio beauty … Ho provato tanta tanta rabbia… soprattutto perché qualcuno mi ha rubato dei ricordi, non capivo perché mi fosse accaduto (soprattutto per quelle Nike ormai introvabili:))
    I lati positivi: mi hanno fatto un bellissimo taglio, ho preso degli occhiali più cool, ho un nuovo motorino più sicuro e sono riuscita a trovare le mie Nike su ebay (anche se ho qualche dubbio sulla provenienza). Ma la cosa più importante è che davvero nessun oggetto può sostituire l’affetto e l’amore delle persone ci stanno vicini… è la sfortuna di certo non è questa!

    Grazie, il tuo post è davvero bello!

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