Donne di Ponza (donne di sostonza)

Con i piedi ammollo nella piscina termale del Santa Domitilla di Ponza mi guardo intorno. Sono circondato da donne.

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La mia musica non poteva che essere questa…

Me le hanno fornite di tutte le speci: quella giovane bianca come il latte e quella un po’ più grande, un bel po’ piu in carne e nera come fosse nata in Marocco, quella che si vede che ha sposato bene e quella fiera della sua indipendenza con figlia a carico, quella da occhi a cuore mulino bianco con maritino, figliolino, cagnolino, cappellino tutto in pendant, quella sicura e quella timida, quella che soffre e quella che ride anche se soffre, quella serenamente sottomessa e quella che tutti in riga che qui comando io.
C’è ne sono un altro migliaio di categorie che sguazzano fra gli zampilli cavernosi dalle proprietà anticamente curative, ogni donna in sé ne contiene almeno cento.
Per caso, se il caso esiste, in questi tre giorni ne ho conosciute meglio tre.
Le ho sempre viste, da tempo immemore, sorridermi di sfuggita con uno champagne in mano a quelle feste in cui “bisogna” andare, anche nel cinema si deve timbrare il cartellino.
Giulia Bevilacqua mi è sempre piaciuta. Bella come il sole ti stende con la spontaneità del suo sorriso mentre con la naturalezza di chi veramente ti fa una domanda di cui le interessa la risposta ti chiede come stai.
Galleggiando sui gradini della piscina con il suo fidanzato Giuseppe (Lomonaco dj di radiorock, da ascoltare rigorosamente tutti i giorni dalle 17 alle 19!) ci raccontiamo di noi.
Ieri hanno proiettato un suo corto di qualche tempo fa, in cui l’apparizione di Pietro Tarricone ha suscitato un sussulto fra il pubblico, come quando un vecchio amico che non vedi da tempo ti fa una sorpresa. È stato strano sentire all’unisono trattenere il fiato.
Giulia ha un ruolo surreale, al limite della macchietta, super divertente.
Giulia è brava e ti inchioda allo schermo. La cosa che più di lei mi è piaciuta è però la disinvoltura con cui vive la sua popolarità. Senza finta modestia, diretta e sorridente, grata ma non asservita al pubblico che la riconosce in una pizzeria al taglio del porto di Anzio.
La popolarità è un casino, difficilissima da gestire. Lei lo fa con grazia, empatia con l’altro, un grande sorriso e un distacco reale dal suo personaggio pubblico. Abbraccia per abbracciare.
Per continuare il mio durissimo pomeriggio termale ho massaggiato le mie molli carni su un lettone a bollicine con Lidia Vitale e Vanessa  Compagnucci.

Io e Lidia abitiamo a Roma 100 metri uno dell’altro. Facciamo colazione nello stesso bar e ordiniamo la pizza da Ivo.
Lidia mi piace. È qui con la figlia, Blu, una specie di genio in gonnella racchiuso in un corpo da 16 enne con cui ha un rapporto complice e divertito. Di lei parlerò più avanti, perché sono sicuro che presto se ne dovrà parlare.
Lidia è una lottatrice, lo vedi nello sguardo.
È di quelle romane alla Magnani (di cui fa uno spettacolo che ti lascia senza fiato in cui si trasforma nella nostra iconica interprete del dopoguerra come solo le grandi attrici sanno fare) che l’esistenza ha forgiato, che hanno mangiato il dolore di una vita costruendo personaggi, che si sono fatte penetrare indissolubilmente da questa città e i sampietrini sono diventati pagliuzze nei loro occhi.
Da sola ha tirato su una figlia nell’abbraccio di Trastevere e tutto il suo pesante vissuto lo riconosci nel suo modo di muovere le mani, vorace di vita.
Ieri nel bellissimo film di Rolando Ravello “Tutti contro tutti”, un pugno nello stomaco in cui ridi tutto il tempo mentre ti apre gli occhi sul mondo tristemente attuale delle case occupate, Lidia ha creato un personaggio ruvido e allo stesso tempo tenero, cinico e divertente, disperato ma combattivo. Da vedere.
Nello stesso lettone idromassaggio ospitiamo la pacata gentilezza di Vanessa Compagnucci, bianchissima attrice italiana residente a Bruxelles con marito e prole. Si è stancata dell’Italia, ha fatto le tende e si è trasferita oltralpe e come spesso succede l’Italia si accorge di te quando ormai sei lontano.
Vanessa è una delle quattro protagoniste (insieme a Lucia Mascino, Alessia Barela e Anna Ferzetti) del successo della scorsa stagione “Una mamma imperfetta” scritta e diretta dalla sapiente mano di Ivan Cotroneo (ad agosto iniziano le riprese della seconda stagione) e porta tutta la sua composta eleganza, il suo talento sussurrato e il suo sorriso in un prodotto del web che merita di essere visto.
Mi piacciono le donne silenziose che osservano e sorridono, che parlano al momento giusto e ti sorprendono. Mi piace un eleganza antica fatta di piccoli gesti lenti, di parole sussurrate, di protezione 50+ tutti i giorni.
Vanessa è un esempio per tutti: quando una persona vale non ha bisogno di sgomitare, basta aspettare il proprio momento, perché arriva sempre.
E quando vedi queste persone che forti solo del proprio impegno alla fine vengono riconosciute ci viene proprio da pensare che alla fine una giustizia divina c’è.
Poi c’è Lucia Mascino. Una delle donne più divertenti del globo, una donna dal talento formidabile e dalla pazzia latente, una che quando ci stai insieme succede sempre qualcosa. Un’altra che ci ha messo un po’ a farsi “vedere” e ora è qui.
Io la seguo da anni soprattutto a teatro.
È un genio. E si merita tutto quello che sta arrivando e arriverà.
E voglio anche ringraziarla per l’ernia al disco che ora mi porterò dietro tutta la vita a causa delle foto che ha voluto fare, saltando.foto-1
Quattro donne, diverse e meravigliose, come solo le donne sanno essere.
Quattro mondi e un denominatore comune: una tenacia nel mordere la vita, nel viverla pienamente, nel guardarla con una speranza rinnovata giorno dopo giorno, nell’accoglierla con tutte le sue difficoltà.
Quando vedo attorno a me questi universi meravigliosamente complicatissimi mi chiedo come sia possibile che al mondo ci sia gente che le maltratta.
Forse questo è un appello che non servirà a nessuno, ma nel rispetto della donna vedo il rispetto per l’intero genere umano, per la vita.
Rispettiamo le donne, soprattutto in un periodo dove questo viene spesso trasgredito, per rispettare la vita.
Anche la nostra, che da una donna ha visto il suo inizio.
i viaggi STELLAri continuano, sempre su Elle.it !
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11 thoughts on “Donne di Ponza (donne di sostonza)

  1. …uso sempre gli stessi tasti della tastiera per commentare i tuoi post (#esticazzi) ma, amo,adoro ed impazzisco per il tuo modo di scrivere! YouRulez.. ❤

  2. Una conclusione perfetta che dovrebbe essere un monito al giorno d’oggi quando molto spesso si dimentica cosa sia il rispetto per le donne (e non solo).. So di essere ripetitiva ma ti rinnovo i miei complimenti e ti ringrazio come sempre per le tue toccanti parole..
    Che dire? Al prossimo viaggio STELLAre 😉
    A presto!
    Eleonora

  3. Bello anche questo post! Ma come fai a fare sempre centro??? Bravooooooo!!!
    Grazie per il bel messaggio finale… dovrebbero tenerlo presente un po’ tutti visto quello che succede troppo spesso…
    Grazie grazie grazie! 😉

  4. Leggo questo post in ritardo…ma al momento giusto.Ultimamente ho corso il rischio di tralasciare me stessa per chi voleva che dimagrissi,per chi poi mi ha detto di ingrassare,per chi mi ha detto di tacere e chi mi ha detto di parlare.Voi uomini sapete essere davvero una tortura.Ma le tue parole mi danno il coraggio per restare fedele a ciò che sono e amarmi di più perchè anche senza di voi noi donne siamo fantastiche!
    Grazie mille per le tue parole Paolo…inconsapevolmente mi stai aiutando a leccarmi le ferite

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