sono qui ora.

In una villa in toscana, immerso nel suono delle cicale, bagnato dal sole di mezzogiorno mi fermo.
E guardo chi sono ora.
Perche solo il momento presente è eterno.
E ora nell’unico tempo che esiste comincia questo blog.

Perchè avere un blog.
Non lo so.
Non so nemmeno se abbia un senso. non so se possa interessare a nessuno.
Ma pur essendo un prodotto dell’auditel in questo spazio voglio essere libero di pensare che non importa se queste parole arrivano a uno o un milione di persone.
Anche perchè è esattamente la stessa cosa.

Ho scritto in passato qualche racconto. ma non ho mai avuto la costanza di scrivere un libro. non sono di quelli con un’idea dall’inizio alla fine. Sono in una transizione talmente incasinata che una visione di insieme mi pare un miracolo impossibile. Quindi ho pensato che se butto giù semplicemente i pensieri e in qualche modo li metto in circolo poi magari arrivano a qualcuno più risolto di me che ne ricava qualcosa.
Anche perchè parlando di me in realtà parlo di chi mi sta accanto, di chi ho incontrato una sola volta nella vita, di chi non ho mai visto ma che fa parte di me e in parte di te.

In questo periodo sono incuriosito dal tempo.
Ho vissuto per anni nel passato, focalizzato nel futuro.
Poi mi sono accorto che non vivevo da nessuna parte.
Il passato e il futuro non esistono.
Ma trovo enormemente difficile vivere nell’attimo presente.
Per questo ho nella tasca dei pantaloni un fogliettino con scritto ORA.

Sembra stupido, e forse lo è. Ma questo fogliettino mi aiuta un sacco. Non ho mai brillato per intelligenza.

Quindi ora si comincia. Non ho idea cosa.
Ma ogni inizio è un salto nel buio.
E se imparassimo a fidarci del buio, a non voler imporre la nostra idea di destino ma lasciassimo solo che le cose accadano sarebbe tutto più facile.

Io ci provo.
E mi fido.

Buon viaggio.

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3 thoughts on “sono qui ora.

  1. Potrei dire, ciao solo la Morte e sono venuta a prendere questo blog. Fatalità, anche il mio giace praticamente senza vita. I blame Twitter, uno stile di vita più sintetico e compulsivo o forse non ho più quelle giornate intere da dedicare a questionare le stelle. 2500 anni fa ad Atene qualcuno si poteva permettere di domandarsi cosa fossero l’Amicizia, l’Amore, etc..io saranno questi maledetti tablet e i 140 a cui Twitter ci ha confinati ma sento il ticchettare del tempo e ne sono spaventato come Capitan Uncino.
    Ti ho incontrato nella tua Forlì, era il 2004 o il 2005. Ricordo il maggiolone nero pieno di multe che tornava trionfante da Roma. Le mie ultime raccomandazioni di dare importanza agli studi di Architettura manco fossi tuo padre. Poi una tua telefonata il giorno del mio compleanno mentre cavalcavo le giostre a Gardaland, poi la vita rimuove anche Paolo e via come schegge impazzite.

    Oggi ti ritrovo dopo dieci anni senza l’aiuto della Carrà ma cercando Xacus le mie camicie preferite. E quindi sono ancora io la Vita.

    Grinta.
    Alberto

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