i’m a sculpture

Io odio la complementarietà. Proprio la detesto.
Questa assurda necessità di associare al bene il male, al giorno la notte, al dolce il salato, alla vita la morte.
Ultimamente è come se vivessi doppio. Tragicamente felice, gioiosamente disperato.


La cena di Guillaume è stata incredibile. Continua a leggere

meet me alla boa

E ci siamo arrivati.
6 gennaio 2011.

(Francesco aveva un’adorazione spropositata per Giorgia. Ero riuscito a combinargli una cena con lei, grazie a Valentina. Purtroppo non abbiamo fatto in tempo. Ma credo che ormai lassù non si suoni altro che lei)

Sono passati tre mesi dalla scomparsa di Francesco.
I miei amici lo sanno, mi ero dato questo obbiettivo.
Vivere, parlare, respirare, piangere, ridere e soprattutto scrivere.
Per tre mesi, il numero preferito di Fra.
Mi ero dato l’obbiettivo di scoprirmi di guardare che succedeva qua dentro.
Non so se domani ci sarà un altro post, non so se scriverò mai più, anche se ho scoperto che mi piace e quindi credo di si.
Sta di fatto che oggi si chiude il cerchio. Continua a leggere

il cuore in controluce

Circondato da lucine a intermittenza rimango solo nel mio appartamento.
Gianna Nannini suona, entra nell’anima, come le donne che hanno sofferto sanno fare.


Sento un’apertura, all’altezza del cuore, in mezzo al petto. Sento che tutto fluisce da dentro a fuori. Una sensazione intensa. Non riesco nemmeno a capire se fa bene o male.
I violini di questa canzone mi suggeriscono la risposta.
È comunque un bene. Continua a leggere