hey love

Che bella giornata.
Lo gridano i miei occhi, quando la luce del mattino di Roma mi dà il buongiorno.
Troppo bella per lavarsi bene.
Mi sciacquo la faccia senza sapone, lavatina ai denti, mi infilo le scarpe senza calzettini, il cardigan di franci, talmente spesso da sembrare un abbraccio, direttamente sopra il pigiama ed esco in fretta.


Greta saltella come un barboncino davanti a me e si infila al bar della colazione.
Mi dà allegria gratis.
Ormai conoscono anche lei e la signorina “buongiorno biondo”, dopo il “buongiorno biondo” grida con fare sicuro al ragazzo dei caffè “un tè per la signorina e un caffè per il biondo. Senza latte che è intollerante” e mi fa l’occhiolino.
Noi sorridiamo.
Arriva la colazione in due minuti. Io la ringrazio e le dico la verità.
Che il suo saluto mi cambia la giornata e che la mattinata inizia veramente dopo il suo entusiastico “buongiorno biondo”.
Sorride anche lei, tanto. Da dentro.
“La verità ti fa male lo sai” non potrebbe certo essere la colonna sonora di questo momento.

Ma avendo questo blog come tradizione quella di suggerire un sottofondo musicale, eccolo:

Non l’ho scelta io questa canzone. Lei ha scelto me.
Ieri pomeriggio ero sprofondato nei cuscinoni di velluto del mio divano grigio-blu. Stavo controllando la mail. Devo aver pigiato un tasto sbagliato e youtube mi ha proposto questa melodia. Greta stava annotando qualcosa nel suo taccuino e non so perché le ho chiesto di segnarsi il nome di questa canzone. “hey love”.

Mi piace l’idea che l’amore vada chiamato.

Che lo vedi passare, un po’ di fretta, gli dai un colpetto sulla spalla e gli suggerisci ” ehy, sono qui!”.
Chissà quante volte ci è passato di fianco e noi, impegnati in cose meno importanti ma comunque completamente concentrati su quelle, lo abbiamo lasciato andare via.

Anni fa vidi un film, mi sembra fosse di Riccardo Milani.
In una scena Micaela Ramazzotti si scontra a rallenty con Giorgio Tirabassi. Potrei sbagliarmi gli attori , fate finta di nulla. Questo incontro-scontro fra due sconosciuti con tappeto musicale emozionante è sottolineato da una voce off “le persone con cui ti scontri per caso, sono persone che in realtà hai conosciuto in un’altra vita. Le vostre due anime, riconoscendosi, si sono volute toccare ancora una volta” antico detto buddista.
Ok l’antico detto buddista era detto molto meglio, con parole più belle, ma il succo era quello.

Mi ricordo che sono uscito dal cinema con questa frase,detta meglio, scolpita nella testa. Da quel momento ogni volta che mi scontro per strada con qualcuno, mi volto e lo guardo. E cerco di capire cosa potevamo essere nella vita precedente, cosa rappresentavamo uno per l’altro. E spesso mi chiedo se ci rincontreremo in questa.

Sprofondato nel divano grigio-blu io e Greta ci siamo bevuti la tisana della sera guardando un film alla tv.
Casa mia di notte ha un’atmosfera molto rilassante.
È una casa da notte.
Durante il giorno non è così bella. Di notte c’è un silenzio avvolgente e le luci soffuse. Accendo quasi sempre un po’ di candele.
È una casa morbida.
“Vado a nanna” sussurra Greta, che già dormiva sul divano (cosa credi che non me ne sia accorto?).
Io, che vivo molto di notte rimango ancora un po’ li. Accendo il Mac e vado su facebook. È un mezzo strano ma se usato bene può essere molto interessante.
Di notte si fanno le chiacchierate più paradossali, raccontando di te e ascoltando incredulo la vita di perfetti sconosciuti.
Di notte si allentano le difese e si aprono più cuori.
Ho parlato quasi un’ora con un tale di cui non ricordo il nome (scusa!) ma mi ricordo in modo molto piacevole. Era capitato per caso su questo blog, gli era piaciuto. E andando a dormire mi ha mandato una canzone, come per pagare il suo biglietto emozionale, per ricambiare.
Se fosse scritto nella sceneggiature di un film il pubblico si ribellerebbe. Troppo surreale.
Indovina quale canzone fra i milioni di canzoni esistenti su questa terra mi ha dedicato.

Si, quella. “Hey love”

Sono andato a cercare il foglietto su cui Greta la aveva annotata ore prima. Stessa canzone, stesso autore.
Credo che quel tale di cui non ricordo il nome fosse l’Amore.
Che mi dice “sono qui”.

Ed è l’unica cosa che ho bisogno di sapere. Che c’è.
In tante forme, in ogni molecola. E che l’unica cosa che devo fare è respirarlo, farlo penetrare come l’ossigeno nei globuli.
E ringraziarlo.

 (estate 2011. Lago di Venere, Pantelleria. con Franci, Miki, Gabri, Sibilla e Gio)

p.s. caro Amore… anche se spesso posso sembrare un tantinello arrogante, un poco spocchioso e di sicuro irriverente, sono felice che si sei. molto.

p.s.2 ascoltando le parole della canzone mi sono soffermato su una frase in particolare.
“the path you never chose has chosen you.”
il percorso che non hai mai scelto ha scelto te.
Ed è esattamente il senso di tutto quello che mi sta accadendo in questo periodo.
Non sto seguendo una strada. Sono la strada. E sono felice, impaurito, ansioso, entusiasta di percorrermi fino in fondo.