L’Elba di un nuovo giorno

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Apro la persiana verde, attento a non fare rumore.
Il pieno di luna è la mia torcia mentre i piedi scalzi cercano gradini mangiati nella roccia.
Silenzio e stelle.
Onde nere ricamate di pizzo sulla cresta, servizievoli cameriere in livrea.
Davanti agli occhi tutto e niente. Vuoto che sa di pieno.
Abbiamo fatto festa stasera, le quaranta primavere di Graziano, celebrate come si deve.
Abbracci, tanti, risate di amici preziosi, polipo e patate, tre musicisti e una voce, semplice, il bagno di notte e le meduse che tanto le prendi tutte te, che quasi sembrano farlo apposta, essere il prescelto a volte non è così piacevole. Ma sei il festeggiato e quindi tocca a te.
Lo zio Franco, quello che mi ha insegnato come fare il mascarpone e causa del conseguente video tutorial che ho girato e pubblicato su youtube in tempo reale, mi manda una mail.
“Questa è la musica che voglio al mio funerale, ti piace?”
Bello allegro in estate lo zio Franco.
Scendo giù, mi appoggio sugli scogli, la musica che vuoi quando schiatterai merita un minimo di rispetto, la celebro con questo spettacolo di gorgoglii e assenza di confini.
Perfect day. Il giorno perfetto.
Quale sarebbe il giorno perfetto per morire?
Ci penso spesso, ci penso tutte le volte che sono felice, tutte le volte che faccio una cosa che mi piace per la prima volta.
“Se muoio adesso va bene.”
Non è un pensiero triste, al contrario.
È che mi succede, piuttosto spesso, di mangiare così tanta vita, riempiendo le guance come i criceti, che poi non so dove sistemare tutte queste emozioni e mi viene di pensare che così va bene, grazie di tutto, io sono a posto così.
Come quando mangiavo a Los Angeles nei ristoranti Allyoucaneat, una catena che a prezzo fisso ti porta illimitatamente tutto quello che riesci a ingurgitare.
E io tendenzialmente voglio sempre provare tutto. Mi alzavo da tavola con le pareti dello stomaco che mi maledicevano nello spasmo elastico al quale le costringevo, pensando che non avrei più mangiato per tutta settimana seguente.
Poi la mattina dopo mi alzavo e cominciavo la giornata con uova strapazzate e pancetta.
La vita è un ristorante Allyoucaneat.
Ci offre tutte le portate che desideriamo, senza limite di quantità o varietà.
Ci sono tutte le cucine etniche, ogni paese rappresentato, ogni genere di cibo presente.
Dobbiamo solo imparare a scegliere cosa ci piace nel menù e come ordinarlo.
Mangiare a sazietà, assaporare sapori nuovi consapevoli che domani ce ne saranno altri, che domani saremo nuovamente alla ricerca di un piatto diverso oppure riordineremo uno che ci ha particolarmente soddisfatto, ma comunque saremo sazi.
“Chiedi e ti sarà dato”
È una delle frasi che mi porto dietro dal catechismo, non so perché, è rimasta sempre lì, nei meandri dei ricordi, fra le stelline che vincevi se imparavi una preghiera nuova e l’imbarazzo misto a esibizionismo di servire messa quando era il mio turno, in fondo anche quello è un palco e io un po’ attore lo sono sempre stato.
Credo che in questo mondo ci sia spazio per tutti, che i desideri sinceri di ognuno siano perfettamente incastrabili con quelli degli altri, come a tetriz, anzi siano una condizione necessaria per la realizzazione di quelli degli altri.
Difficile è capire che cosa si desidera davvero.
Se te lo stai chiedendo e ti sei dato una risposta, sappi che la prima è sbagliata.
Per sapere cosa desideriamo davvero dobbiamo scoprire chi siamo e non é una robetta da poco.
Quando impariamo a conoscerci, impariamo a desiderare, a staccarci dalle contingenze quotidiane, a intravedere il disegno più grande, a seguire il flusso della vita.
E quando un desiderio è profondo, reale, autentico non può fare altro che realizzarsi.
Lui é li solo per quello, il suo unico senso é nella sua concretizzazione.
L’uomo è una creazione del suo desiderio, non del suo bisogno. (cit Dalai Lama)

Riappropriatevi della vostra capacità di desiderare e imparerete a vivere. (Questo lo dico io, quindi vale quanto una banconota da un euro)

È ora di tornare al mio letto.
Grazie all’incredibile gruppo di persone che in questo momento stanno dormendo nelle loro camere dietro di me. Domattina ci sveglieremo insieme, presto, colazione e l’Elba di un giorno nuovo.
Getto l’ultima occhiata a questo spettacolo, l’ultima rete del pescatore prima di rientrare al porto.
Pesca grossa stanotte.
Raccolgo e porto via con me un mare infinito che si sposa col cielo, terribile e rassicurante nell’assenza di una distinzione netta, gli occhi sorridenti di chi attaccato a una corda per non scivolare in questo mare nero si è immerso con me, il fruscio degli alberi incastonati come decori preziosi in questo anello di roccia impervia, le onde cadenzate come la marcia di una banda di paese, l’eco delle risate di una comitiva di amici che ha ormai intriso queste rocce, un ricordo del silenzio che ora ricopre le cose, un senso di pace che è un regalo.
Forse anche questo sarebbe un bel momento per morire.
Sorrido, sereno. Buonanotte.
Ps: nel caso fossi morto, ricordatevi che sulla lapide, sotto una bellissima foto (ne faccio talmente tante che una la trovate di certo) voglio che ci sia scritto “Sto da Dio”.
Grazie.
Ps1: come sempre i viaggiSTELLAri continuano su Elle.it alla scoperta dei segreti dell’isola d’Elba.
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7 thoughts on “L’Elba di un nuovo giorno

  1. Oh Paolo! Condivido (come sempre) le cose bellissime che hai scritto. Imparare a conoscere se stessi non è semplice, però è necessario…
    Grazie per questa immersione notturna nell’abisso meraviglioso dei tuoi pensieri e delle tue emozioni! Grazie 🙂

  2. Da appassionata di viaggi è fantastico poterti “seguire” nelle tue esperienze quotidiane..decisamente ispirato dallo scenario meraviglioso che avevi davanti ai tuoi occhi sei riuscito ancora una volta a “trasportarmi” nei tuoi pensieri e riflessioni: conoscere se stessi é un’impresa non sempre semplice ma ognuno deve riuscire a compierla per capire i suoi desideri, anche quelli che a prima vista possono apparire nascosti:forse quelli che ognuno ha nella sua mente da sempre sono quelli meno importanti, frutto di scelte troppi affrettate. Serve tempo per comprendere i propri desideri.
    Come sempre non posso fare a meno di ringraziarti anche questa volta e di complimentarmi.
    Al prossimo viaggio STELLAre 😉
    Un abbraccio
    Eleonora
    P.s. Non si sa mai che proprio ieri sera, nella notte di San Lorenzo qualcuno non sia riuscito ad esprimere uno dei suoi desideri 😉 ( the power of the STARS ⭐ ❤)

  3. Le cose che hanno più valore sono quelle più rare,quelle che non hanno tutti, quelle che vengono ricercate,ammirate, desiderate.Se poi sono talmente introvabili come le banconote da un euro, hanno un’importanza inestimabile.
    Un po’ come quei desideri che lasciamo perdere perchè “tanto non si avverano mai”..però stiamo lo stesso con gli occhi al cielo ad aspettare una stella cadente..
    E più impariamo a conoscerci e più i desideri sono realizzabili.
    Passiamo dal “mi piacerebbe diventare una principessa/un calciatore” di quando hai 4 anni al più banale “vorrei essere felice da fare schifo” di quando hai passato i 30 da un bel po’. E credo che il segreto stia tutto li..più che nell’imparare a conoscersi, nell’imparare a formulare i giusti desideri..che poi volendo…è un po’ la stessa cosa.
    Più mi conosco, più ho voglia di desiderare,più voglio che si avveri,più vivo.Felice.
    Un bacio.
    Gio

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