Solo come un Cannes.

Bianco e nero, allegro e triste, leggero e profondo.
Contrasti con cui convivo, da sempre.
Sarà anche per questo che in un piccolo tavolino in ferro battuto ricamato da mani esperte sulla Croisette di Cannes mi sento completamente a mio agio.
Qui gli smoking vanno a braccetto con i boxer da surf, le infradito scherzano con i collier di Bulgari, i cappellini da baseball inseguono lunghi strascichi di chiffon, le limousine sfidano i rollerblade.
La mia città ideale sarebbe così tutto l’anno, con quel venticello irriverente che se ne frega delle messeinpiega e gli albergoni lucidati a far bella mostra di sè.
Assoluta libertà, nessun codice espressivo e allo stesso tempo tutti quanti.
Amo quegli sguardi curiosi e divertiti degli appartenenti ai diversi gruppi.
Amo appartenere prima a uno e poi all’altro senza dover per forza giudicare né l’uno né l’altro.
Che poi è così necessario giudicare sempre gli altri, le loro scelte, i loro comportamenti, il loro modo di stare al mondo?
Quanto, giudicando ferocemente loro, non ci rendiamo conto di essere venuti a contatto con un problema solo nostro, personale, intimo, che nemmeno riusciamo a guardare in faccia?
Quanto nel giudizio di un altra persona fuggiamo semplicemente la riflessione su di noi?
Anni fa un amico mi regalò il mio primo braccialetto della Kabbalah.
Me lo mise con un rituale che mi segnò, proprio lì, dove ne avevo bisogno.
Legandolo con sette nodi al mio polso sinistro mi dovevo impegnare a non parlare mai male di nessuno.
Mai, nemmeno un pettegolezzo.
Durissima, anche perché è molto divertente farlo e io ne sono maestro.
Da allora mi impegno ogni giorno in questa direzione.
Sbaglio spesso, ricomincio.
Butto un occhio al polso e quel laccetto rosso è lì a ricordarmi una promessa.
E così provo a riflettere prima su di me che sugli altri.
A Cannes è più facile.
La diversità è così comune da diventare quotidianità.
E ci sono così tante cose meravigliose da vedere che preferisco comunque concentrarmi su quelle.
Sono venuto da solo come un Cannes a Cannes, ma non mi sono mai sentito abbandonato.
Torno nella casa di una mia amica, dove sono ospite, Ville St. George.
Un posto di bellezza autentica, concreta, storica.foto 43 foto 1 foto 2 foto 3 foto 4 foto 5 foto-2 foto-4

Un perfetto equilibrio fra interni e esterni, fra piante e pietra, fra solido e aereo.
Pascale, la padrona di casa, i suoi figli e chiunque viva all’interno di questa perfezione è gentile. Intimamente gentile.
Non te lo dimostra con le parole, ma con piccoli gesti, assolutamente disinvolti.
Perché qui la gentilezza è la prassi, ti viene spontanea.
Qui sono attenti, con leggerezza e spontaneità, ma sempre attenti.
Ci si ascolta più di quanto ci si parli.
E la condivisione, di cui tanto spesso si sparla, diventa un valore concreto.
Non si dice, si fa.
È piena di scale, tutte diverse.
Tutte perfette, piccole e grandi opere d’arte.foto 2 foto 1-12 foto 1 foto 2

Le percorro tutto il giorno, tipo automa. Anche questo é un rituale, inconscio credo.
Mi sembra la mia vita, metafora piuttosto scontata ma non brillo certo per originalità.
Non penso di dire mai nulla di nuovo, ne di creare un pensiero.
Semplicemente tento di accorgermi delle cose che mi succedono accanto.
E nell’atto pratico del salire e scendere concretizzo la mia esistenza, la osservo, rendedomi sempre più conto che per ogni salita c’è sempre una discesa.
Che sia la salita che la discesa sono fondamentali, l’una all’altra. Condizioni necessarie alla reciproca esistenza.
E ringrazio ogni salita. E ogni discesa.foto 5 foto 4 foto 3 foto 5 foto 1-1

foto 3

LA BELLEZZA SALVERA’ IL MONDO.

ciao.foto 31

Advertisements

23 thoughts on “Solo come un Cannes.

  1. Il tuo amico dovrebbe regalare una quantità di braccialetti smisurata 😉
    (La casa…… ‘sticazzi!)

    La bellezza delle tue foto, la felicità che esprimono, le tue parole… si, forse davvero questo genere di bellezza ci salverà. ❤
    A.

  2. Renato Zero dice in una sua canzone “sorridere sempre, ostinatamente…” e i Modà “distendersi su un prato e respirare la luce, confondersi in un fiore e ritrovarsi a sentire, l’odore dell’estate la fatica delle salite, per apprezzarle meglio quando saranno discese…” e tu metaforicamente parli di scale…
    Penso che nessuno di noi sia solo… È solo chi non si tuffa in questo mondo… perché qualcuno, che vuole starci accanto, nonostante tutto e tutti… c’è sempre…
    Grazie per questo nuovo articolo ricco di naturale e genuina bellezza, come te!!! 🙂

  3. hai appena descritto il mondo perfetto , l’essenza della vita che esiste dentro tutti gli esseri umani, TUTTI. più bellezza si racconta più è facile trovarla…. grazie paolo 🙂

  4. Ciao Paolo,
    hai scritto esattamente quello che le foto mostrano e quello che una persona oservandole, riesce ad interpretare; ovvero la bellezza inestimabile di questa Città della Costa Azzurra; Cannes, bellissima, e già dire bellissima è riduttivo!
    Complimenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...