sciu sciu

Dopo post di pseudo impegno sociale (se non metto pseudo mi contestano anche questo!) torno alla mia tematica preferita. La vita.

Ho passato un weekend fantastico, con gente fantastica, in una città fantastica, Napoli.

La cosa che ho più amato è stato ridere con loro. Ridere in continuazione. Di quello che ci succedeva attorno, di noi.
Eravamo sei mondi completamente distanti. Sei lavori diversi, diverse regioni, diversi background.
E chi se ne frega, ridevamo tutti uguali.

Mi piace un sacco vedere quante cose in comune possono avere persone diverse.
Mi piace vedere come le differenze sono una ricchezza, mai un ostacolo.

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Penso di aver ripetuto un milione di volte quanto stavamo bene, quanto eravamo fortunati a vivere quel weekend così perfetto.
Io le cose ho bisogno di verbalizzarle.
L’ho sempre fatto e spesso mi hanno preso pure in giro per questo.
Ma poi ho scoperto che invece ero intelligentissimissimo a farlo.
Perché ho imparato che le parole hanno un potere enorme.
Parlare di qualcosa la rende reale, il mondo attorno è costretto ad adeguarsi.
E più parlo delle cose, più le cose accadono.
Alzarsi e affermare che sarà una grande giornata la rende, già di per se, tale.
E ringraziare per quello che ci è stato dato permette alla vita di darti ogni giorno di più, spalanca il cancello della ricezione.
L’importanza di dire grazie è spropositata, non ce ne rendiamo mai conto abbastanza.

Me lo disse una volta Donna Summer. Cioè Donna Summer, mica la signora Pina, perché io davvero nella mia vita ho incontrato la gente più disparata. E anche la signora Pina non scherzava, ma questa è un’altra storia.
Lei mi disse che ogni giorno si alzava dal letto e ringraziava.
Che poi non è importante chi o cosa. Dio, la Luce, Buddha, l’Energia, l’Universo.
Ringrazia un po’ chi ti pare, ma fallo.
Mi raccontò che tutto quello che aveva ottenuto nella vita lo aveva avuto grazie alla gratitudine verso il mondo.
Ed era grata anche quando non aveva nulla.
Ora oltre a una famiglia straordinaria, due figlie meravigliose che io adoro, ville incredibili ovunque, ha un sorriso perenne che dice grazie. Di tutto. E la vita continua a portarle grandi cose.

In questo weekend mi è venuta in mente spesso. La prima volta che mi vide mi abbracciò e sorrise, eravamo al concerto di Amanda, sua figlia. E mi sono ricordato le sue parole.
Ho ringraziato molto da allora, sorriso anche di più.
E a Napoli guardavo i miei amici, le loro personalità, le loro manie, il loro diverso modo di sorridere alla vita, e capivo in ogni secondo quanto sono fortunato.

Fra tanti momenti che amo uno dei miei preferiti è la colazione. Svegliarsi e cominciare con una faccia a cui vuoi bene. E già si ride, ci si prepara a scoprire il mondo.

Io dovrei vivere in una comune, l’ho già scritto. Oggi ho giocato al superenalotto.
Mi servono una 70ina di milioni di euro per comprare un mega palazzo e sistemarci dentro tutte le persone che amo.
Ognuno il suo appartamento ovviamente, ma all’ultimo piano un mega salotto con terrazza sui tetti di Roma, dove fare colazione insieme. Poi ognuno per la sua strada, tuffato nella sua vita. E la sera riabbracciarsi con la voglia di stare insieme. Domenico, Francesco, Raffaele, Fabio e Marco hanno già il loro appartamento, dopo aver brillantemente superato le selezioni napoletane. Marina e Guya ci stanno di diritto, sono le prime con cui ne ho parlato. Poi tanti altri, si faranno le liste.
E il primo criterio di valutazione sarà la capacita di sorridere. Sempre.

Allo stesso tempo fuggo anni luce da chi si lamenta. Per prima cosa perché non serve a nulla, anzi è addirittura dannosissimo. Perché se la vita risponde al tuo sorriso con un sorriso, fa altrettanto con il tuo lamento.
Poi perché chi si lamenta è estremamente noioso.
Ma una cosa che mi stupisce sempre è che la maggior parte di chi lo fa nemmeno se ne accorge. E tu glielo dici e loro negano. E allora pensi che hanno ancora un sacco di strada da fare, ma sta a loro decidere se farla o no.

Nel frattempo io ringrazio tutti i momenti stupendi passati,
le canzoni a squarciagola in macchina, anche le versioni terribili dei Pooh che ci propinava Raffaele,
le camminate notturne nei vicoli,
le intemperanze linguistiche di Francesco non appena varcava il portone di una chiesa,
le bellezze di Napoli,
il taxista pazzo, la discoteca tamarra,
la disponibilità di Marco a integrarsi con persone nuove nonostante sia un ingegnere e quindi schematico e rigido come tutti gli ingegneri;-)
i quintali di carboidrati ingeriti, il calore dei napoletani e in particolare di Roberta,
il soffitto affrescato del salone del nostro albergo,
la praticamente totale di assenza di orientamento di Domenico, nonostante ci sia nato,
l’inaugurazione con modelle e modelli mezzi nudi in vetrina più trash della storia,
il pranzo di pesce sul mare che ti metteva in pace col mondo,
i ragazzini che si buttano giù dalle scalinate nelle cassette della frutta che nemmeno a Bombay,
la perfetta e pacata organizzazione di Fabio,
la superiorità del Cristo velato, la singolarità della Madonna del neon protettrice dei discotecari
la pastiera e caffè al Gambrinus
il nostro grido di riconoscimento Sciu sciuuuuu

e ogni piccolo momento che mi ha imposto di dire grazie una volta ancora alla vita.

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12 thoughts on “sciu sciu

  1. Essendo Napoletana Leggere Parole Di Chi A Napoli Non CI Vive Ma La Guarda Con Gli Occhi Di Un Turista Mi Fa Vedere La Mia Città Ancora + Bella…Questo Post Mi Piace Tanto,Non Perchè Parla Di Napoli,Ma Perchè Parla Di Un Sano Modo DI Vivere..Ridere,Dire Grazie Per Le Piccole E Grandi Cose,Essere Felice Anche Restando Tra 4 Mura Con Le Persone Giuste Ed Amarle Ancora Di +…L’Idea Del Mega Comune Poi…:) Magari A Colazione Vengo A Trovarvi Anche Io…E’ Uno Dei Miei Momenti Preferiti E Riesco Proprio Per Questo A Svegliarmi Sempre Sorridente,Porto Caffè Napoletano,Ovviamente!! 🙂
    Buona Giornata Sciu Sciù!! 🙂

  2. Dio mio, certe volte ti odio. Io per fare colazione devo fare i salti mortali, e dopo mi chiudo in un ufficio dal quale esco, se tutto va bene, dopo nove ore, sennò dieci. Nei momenti più bui mi vedo passare questa fantozziana vita davanti, e penso che forse no, non sto facendo il meglio che posso.
    E poi, cacchio, mi arrivi tu coi tramonti romani, le colazioni, i viaggi! E mi fai venire i dubbi: sto riuscendo nella vita o mi sto solo adeguando ad un modello? Sto facendo quello che voglio o non mi sono data il tempo di scoprirlo perché mi sono fiondata subito nel modello di cui sopra? Sto sfruttando al meglio questi anni o li sto sprecando in un’ammazzata sterile per il modello di cui sopra-sopra? Mah. Possibile che questi post mi facciano venire in mente tutta questa roba? Un saluto!

    • credo che l’unica domanda che devi farti…è alla fine della mia giornata sono felice? quello lo scopo di ogni essere umano. 😉 bacio!

  3. Ci piace leggerti, perché sei allegro, ma profondo, e poi sembri buono, un giovane ottimista e gentile, in rete si trovano tante persone sgradevoli, aggressive, arroganti…Napoli è davvero magica, ma la magia è nella gente, ovunque sia
    Ciao dalle ragazze vintage

  4. Questa volta commento timidamente – anzi, non volevo nemmeno commentare – perché, secondo i tuoi parametri, sono una persona estremamente noiosa. 😳

    C’è da dire, però, che il tuo post mi ha trasmesso tanta felicità e gioia di vivere … il fatto è che LE NOSTRE VITE sono decisamente diverse.

    Per esempio, se ti dicessi che il mio we l’ho passato a casa per correggere i compiti di latino, che diresti?

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