ti sorride se la guardi sorridendo

Dopo i due giorni di sfascio, dopo lo stomaco in subbuglio e le notti sudate con febbre da cavallo, dopo la clausura che manco la monaca di Monza, mi sveglio fresco come una rosa. Sento tutto il corpo nel pieno delle sue forze, come se mi avessero messo le ali senza nemmeno bere la red bull. Abbandono con slancio il morbido abbraccio del mio piumone ramato in tinta con la parete e mi catapulto in bagno. Ho voglia di uscire.


Ficco la faccia sotto l’acqua gelida, l’unica cosa insieme al caffè che mi sveglia veramente.
Mi strofino gli occhi e mi guardo allo specchio.
Cacchio!
Sono Superslot dei Gunnies!

Ok la decisione di oggi è “ristrutturare”, che nel mio caso è più una riqualificazione urbana di un quartiere malfamato.
Doccia, shampoo delicato, maschera energizzante per capelli biondi, scrub alla faccia, mascherina idratante, anti borse, anti rughe, anti rossori, anti paranoie ( per tutti questi prodotti si ringrazia la mamma e la sua farmacia di fiducia).
American Psycho mi fa una pippa.
Secondo step outfit.
Oggi non devo fare nulla di importante. Non importa. È importante per me.
Mi vesto con quell’attenzione ai dettagli da prima della Scala.
Giacca doppiopetto con fazzoletto da taschino a pois che richiama il pois del calzettino, camicia inamidata coi miei gemelli preferiti, stringata di struzzo.
Un po’ dandy metropolitano un po’ madoveticredidiessere?
Non importa perché lo faccio. Lo faccio per me.
Voglio essere bello, curato, elegante.
C’è davvero bisogno di un motivo per volersi bene?

Mi è capitato più di una volta di capitare negli uffici della Louis Vuitton a Parigi.
L’eleganza dell’edificio su rue de pont neuf lascia senza parole, la vista dal tetto ti ammutolisce per sempre.
Un giorno andai a salutare Fabrizio, un carissimo amico. Tutte le scarpe che vedete nelle vetrine della maison le disegna lui, che per me è un genio nel suo campo.
Mi resi conto che in quegli uffici tutti, ma proprio tutti erano vestiti benissimo, estremamente ricercati. L’azienda lo richiedeva.
Rimasi affascinato. Non avevano bisogno di un motivo.
Loro creano bellezza e per crearla se ne circondano.

Vestito come un damerino esco dal mio portone, decisamente meno imponente di quello di Vuitton, già felice solo per il fatto di essermi preso cura di me.
Faccio tre passi, nemmeno un metro da casa e incontro due attrici bellissime Carolina Crescentini e Carola Clavarino.
E mi riempiono di complimenti per dieci minuti.
Le conosco entrambe da tempo, non era mai successo in modo così plateale.
Erano proprio colpite e super generose negli apprezzamenti.
Loro così belle, tutti quei complimenti a me?!?! Wow!
Mi sono pure dovuto inventare che andavo dal commercialista (scusate la bugia ragazze) perché ero addirittura un po’ imbarazzato e per dare una scusa al fatto che ero cosi “tirato”.

Perché?
Perché bisogna quasi vergognarsi di volersi bene?
Di curarsi, di voler apparire al meglio?
Di scegliere che oggi è un giorno speciale, fosse anche solo per il fatto che ci siamo?

Vorrei riuscire ad essere il meglio di me ogni giorno.
Partendo anche dall’aspetto fisico.
Ho questo corpo, comunque esso sia, e lo valorizzo al massimo.
Poi tanto si sa che se non aggiungi del contenuto la scatola perde di ogni interesse.
Ma fare le due cose contemporaneamente, no?
Credo che la cura del proprio aspetto faccia bene anche al nostro io interno.

Cammino per strada, bello alla ricerca del bello.
Salgo scalinate e arrivo sulla terrazza del Pincio. Un panorama che ti fa dire grazie.

Gli occhi che si innamorano delle sfumature, delle lingue di luce che bucano le palme, delle vivide statue regali nei loro regni d’acqua cristallina.
Roma eterna e maestosa srotola uno degli angoli più suggestivi al mondo, uomo e natura che si fondono in un’armonica idea di perfezione.
Ecco ora sì. Mi sento bello nel bello.

Il tramonto mi tinge di calore le mani mentre sorvolo un muro di muschio.
Una scritta rossa. La vita è uno specchio. Ti sorride se la guardi sorridendo.

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È tutto qui. Facile quasi banale. Ce lo dicono da anni in tutti i modi.
Tutto quello che ci circonda è il riflesso di noi stessi.
Questa vita, questo mondo sono stati messi qui per noi, per renderci felici.
Ci danno esattamente quello che chiediamo.
In questo siamo pezzetti del divino. Noi creiamo la vita con i nostri desideri, i nostri sogni.
E quando desideri una cosa, in modo puro, semplice, senza distorsioni mentali, la vita non può fare null’altro che accontentarci.

“Chi non crede nei sogni, non è realista.” (Audrey Hepburn)

Abbiamo un potere enorme. Dobbiamo solo imparare a usarlo. Chiedi e ti sarà dato. Piu che altro impara a chiedere, col cuore.

E ora scusate, ma mi voglio godere gli ultimi magnifici istanti di un tramonto sui tetti di Roma che ho creato stamattina volendomi bene.

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9 thoughts on “ti sorride se la guardi sorridendo

  1. Ammirare e creare Bellezza: un dovere sacro… la Bellezza è una teofania, e dobbiamo rispettarne e esplicarne la quota che ci è stata data in dono, riconoscerla quando ci appare, nelle persone, nelle cose, nei sentimenti, nelle emozioni. Amando noi stessi, creando nuovi mondi, non smettendo di sognare. Amando la Vita e il mondo in cui abitiamo.

  2. Un pò come quello che ti avevo fatto leggere…ricordi? “La perfezione così come la bellezza, è negli occhi di colui che guarda”. Marcia Grad Powers. Mi piace anche la vita è uno specchio … ti sorride se la guardi sorridendo… notte!!

  3. Il “caso” ha voluto che proprio ieri sera capissi il significato di quella frase rossa.
    Dovremmo dare il meglio di noi ogni giorno, anche quello che appare più inutile perché ce lo meritiamo, ma soprattutto perché non tornerà.
    E del vergognarsi a volersi bene… alcune radici sociali sono difficili ad essere estirpate.

    Bello come sempre!

    P.S.: permettimi un appunto. Alla Bellezza dovrebbero essere associati solo tre verbi: riprodurre, sentire, salvare. Il verbo creare è un termine pericoloso, sempre!

  4. Ieri mattina, con il favore di un insolito tepore (almeno da queste parti) primaverile senza che sia ancora primavera, ho indossato un abitino nero, calze a rete, giubbotto di pelle beige e stivali, per sdrammatizzare un po’. Sono uscita alle 7 e mezza per andare a scuola. Appena arrivata, mi è sembrata un po’ eccessiva come mise di prima mattina, considerando gli sguardi della gente. Ero reduce da un’influenza piuttosto duratura, allo specchio mi sono vista uno straccio e ho pensato che curare il mio aspetto fosse l’unica cosa da fare. Gli altri, invece di soffermare lo sguardo sulle mie occhiaie, avrebbero osservato il mio abbigliamento. E’ un ottimo trucco, in tutti i sensi. 😉

    Volersi bene è fondamentale. Peccato che spesso ce lo dimentichiamo.

    Buona domenica … biondo. 🙂

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