love is a risk

Succede che ti svegli una domenica mattina e ti senti di essere in difetto col mondo.
Di non essere abbastanza, sotto la sufficienza, semplicemente non adeguato a questa vita.

Anche se la sera prima ti sei divertito un sacco, se hai riso tutto il tempo e bevuto un po’ troppo.
Anche se hai ballato fino al fiatone con una ragazza conosciuta un’ora prima e che è perfettamente accordata ai tuoi stati d’animo.
Anche se hai passato tutta la giornata nell’affetto totale dei tuoi amici, mentre vedi la tua casa trasformarsi in un centro sociale-ricreativo scandito dai momenti colazione-pranzo-caffe-tisana-aperitivo-cena-film con le persone che fanno i turni alternati.

Succede che non è sempre facile ricordarci quanto siamo unici e speciali.
E ci basta poco per sentirci inutili. Continua a leggere

keep breathing

Il silenzio può essere buono o cattivo.
Lo scopro un sabato mattina, in una Roma baciata da un sole primaverile che si fa beffa della stagione corrente.
Scrivo sulla panchina fuori dal bar di Viola, davanti al fioraio.
Lei non c’è, meritatissime vacanze.
Oggi il suo “buongiorno biondo” mi manca molto.
Ci prova Roberto, sempre da dietro al bar. Gli ha detto che finchè non torna lei, lui deve sostituirla.


Mi accorgo di sentirmi abbastanza solo, anche se nel tour de force di cose da fare e persone da incontrare mi riesco a ritagliare solo mezzoretta per me. Questa. Continua a leggere

i’m a sculpture

Io odio la complementarietà. Proprio la detesto.
Questa assurda necessità di associare al bene il male, al giorno la notte, al dolce il salato, alla vita la morte.
Ultimamente è come se vivessi doppio. Tragicamente felice, gioiosamente disperato.


La cena di Guillaume è stata incredibile. Continua a leggere