love is a risk

Succede che ti svegli una domenica mattina e ti senti di essere in difetto col mondo.
Di non essere abbastanza, sotto la sufficienza, semplicemente non adeguato a questa vita.

Anche se la sera prima ti sei divertito un sacco, se hai riso tutto il tempo e bevuto un po’ troppo.
Anche se hai ballato fino al fiatone con una ragazza conosciuta un’ora prima e che è perfettamente accordata ai tuoi stati d’animo.
Anche se hai passato tutta la giornata nell’affetto totale dei tuoi amici, mentre vedi la tua casa trasformarsi in un centro sociale-ricreativo scandito dai momenti colazione-pranzo-caffe-tisana-aperitivo-cena-film con le persone che fanno i turni alternati.

Succede che non è sempre facile ricordarci quanto siamo unici e speciali.
E ci basta poco per sentirci inutili.

Ecco così mi sono svegliato stamattina.
Ho sentito profondamente di non servire a nessuno, di non essere capito e accolto.

È quella strana sensazione di quando si viene lasciati.
Di quando non siamo abbastanza per qualcuno che amiamo.
Di quando non sappiamo dove indirizzare quel sentimento che proviamo, come un pacco alla posta su cui non si riesce più a leggere il destinatario e rimane lì accatastato in un magazzino anonimo di una città sbagliata.
Di quando ci accorgiamo che l’amore è un rischio. Grande.

È proprio in quel momento che ci chiediamo se abbia senso tutto questo.

Con questo senso di vuoto ho chiuso il portone di casa, “magari andare in palestra mi aiuta”.
Con questo vuoto ho chiuso a chiave, sperando che ogni mandata imprigionasse quella sensazione fra le mura del mio appartamento, così da lasciarmi passeggiare col cuore leggero sui ciottoli di Roma.
Ma quel vuoto ti si attacca addosso, trapassa qualsiasi superficie, è dentro di te.

Poi succede qualcosa.
Sembra paradossale, sembra inventato, ma è successo.

Con la sacca gialla fluorescente passo per il cortile interno.
Vuoto e silenzioso. Una fedele concretizzazione del mio sentire.
Lei era li davanti al portone che apre alla strada.
Era vestita di nero, un po’ dark, con i collant ricamati con delle rose.
Tanto nero e qualche fiocco. Capelli rossi fuoco a cornice di occhi scurissimi.
Mi guarda avvolta dal silenzio di una domenica mattina, sorride sicura e ammiccante.
Si gira verso il portone e sembra che stia per uscire.
Poi respira, lo vedo dalle spalle che si alzano. E canta. Solo una strofa.
“come te non c’è nessuno”
La “o” finale  la tiene lunga come se dovesse permetterle di insinuarsi su per le scale, arrivare in tutti gli androni e i cortili, salire su fino al terrazzo comune e tornare indietro.
La “o” torna come una cane fedele al richiamo del suo padrone.
L’accarezza con dolcezza.
Torna il silenzio in tutto il condominio.
Lei è padrona della scena, io un po’ interdetto, fermo con la mia sacca gialla fluorescente.
Ho cercato l’espressione giusta da fare nel mio repertorio, senza trovarla.
Probabilmente ho messo su la faccia da idiota, la prima che sono riuscito a recuperare nel panico del mio cervello.
Si volta, sorride complice, come un’amica che ti ha appena confessato un segreto.
Apre il portone, esce veloce lasciandolo richiudere dietro di lei.

Sono tornato solo, come una attimo prima.
Ma senza quel vuoto.
Incredulo mi sono chiesto se era successo davvero, se quella signora dark fosse stata davvero lì davanti a me un attimo prima, mentre quelle poche parole rimbalzavano ancora sorde sulle pareti dell’androne.
Come me non c’è nessuno. Wow.

Rido.
Sorpreso come sempre di fronte alla magia della vita.
Grato come sempre di fronte alla meraviglia degli esseri umani.

Sì, l’amore è un rischio. Enorme.
Ma è probabilmente l’unico rischio che vale davvero la pena di correre.

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21 thoughts on “love is a risk

  1. … “Sono tornato solo, come un attimo prima. Ma senza quel vuoto!” è difficile questa volta lasciare un commento per me. Uso le tue parole, perché a volte nella vita basta cambiare un punto di vista, cogliere un dettaglio, avvertire un suono per far rivivere la nostra “persona” e tutto il meraviglioso mondo che le gira intorno. Tante volte mettiamo “sotto vuoto ” tutto ciò che vorremmo sia il nostro ideale di vita, perché nel nostro essere non riusciamo a farcelo stare tutto. Il silenzio che si crea in tale operazione per fortuna viene ricompensato dal boato dell’esplosione successiva, quando tutto ciò riprende il suo “volume”. Silenzio e volume, vuoto e pieno, lacrime e riso, solitudine e compagnia, ego e amore… la vita quante realtà riesce a contenere e soprattutto a farci capire che: “come te non c’è nessunoooooo”. Ognuno di noi ha questa responsabilità, quella di essere unici e uguali nella stessa ricerca della felicità.

    Grazie Paolo… sicuramente se fossi stato allegro come ieri sera, questo messaggio non ci sarebbe stato e quindi vedi che anche nella tua “inutilità cosmica” una piccola, ma luminosa scia la tua Stella l’ha avuta.

    Notte Big Star, notte di cuore amico!!!

  2. Articolo semplicemente da applauso, da standing ovation, perché restituisce quel senso del vero e del vissuto che fa del particolare attimo universale.

    Sì, l’amore è l’unica ragione di questa vita.

    Sinceramente, un abbraccio, Lordbad

    Un saluto dal blog Vongole & Merluzzi

  3. Servirebbe a tutti qualcuno che ricordi loro come si fa a sorridere,quando sembriamo averlo dimenticato.. E come in questo caso,può trattarsi di una semplice sconosciuta in una domenica mattina d’inverno.. La felicità a volte è dietro l’angolo 🙂

  4. Il problema fondamentale è la frizione. Quando compare il vuoto intorno, presi dal panico, cerchiamo di reagire di fronte all’improvvisa voragine che si apre davanti a noi premendo fortissimo il freno nel tentativo di evitare di cadere e scordiamo sempre che bisogna premere anche la frizione. Ci scordiamo che oltre a pensare al vuoto che ci compare intorno dobbiamo guardare anche l’insieme delle possibilità che contestualmente si prospettano di fronte. E così ci arrestiamo, ci salviamo, ma la macchina si spegne. Come dei fessi cerchiamo di farla ripartire ma restiamo impalati davanti al vuoto, vedendo anche le infinite possibilità che il nostro nuovo status di libertà ci offre ma rimanendo immobili e impossibilitati a raggiungerle a causa della nostra dimenticanza che ha fatto spegnere il motore. Il bello della vita è che, dal nulla, arriva la scintilla che riaccende il motore e arriva dove non te lo aspetti, da chi non ti aspetti in un momento in cui non credevi fosse possibile. Si tratta solo di ricordarsi che se non tieni premuta la frizione la macchina non si accende.

  5. Molto spesso ci si imbatte nell’amore che farebbe concorrenza ai migliori film romantici, mai prodotti. Può durare una vita, una giornata, o meglio ancora una notte, ma accade, per tutti, almeno una volta.
    Pensavo di averlo trovato e invece ne ho ancora di strada da fare.
    Per il momento l’unico sentimento smisurato, che provo, è per le poche persone che hanno ricoperto la mia vita di belle emozioni, speranze ed avventure; a loro devo tutto l’amore del mondo e anche se dovessi impiegarci decenni per trovarlo, so per certo che sarà la seconda volta che mi innamorerò davvero.
    La prima: va sempre a coloro che non smetterò e non smetteranno di amarmi, e questa è la cosa più bella.
    Per il momento continuerò a vivere d’amore, e a cercarlo in ogni dove.

    Ottimo post. Veramente bello e riflessivo!
    Complimenti 😉

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