keep breathing

Il silenzio può essere buono o cattivo.
Lo scopro un sabato mattina, in una Roma baciata da un sole primaverile che si fa beffa della stagione corrente.
Scrivo sulla panchina fuori dal bar di Viola, davanti al fioraio.
Lei non c’è, meritatissime vacanze.
Oggi il suo “buongiorno biondo” mi manca molto.
Ci prova Roberto, sempre da dietro al bar. Gli ha detto che finchè non torna lei, lui deve sostituirla.


Mi accorgo di sentirmi abbastanza solo, anche se nel tour de force di cose da fare e persone da incontrare mi riesco a ritagliare solo mezzoretta per me. Questa.

Ho preso l’ipad e sono uscito.
Scrivo per capire che succede, per rileggermi e vedere se qualcuno ha nascosto fra le mie parole la soluzione.
Scrivo per specchiarmi, cercando di vedermi.
Scrivo perché quando lo faccio stacco e respiro.
Comincio sempre così, con un profondo respiro.

Il silenzio è arrivato due giorni fa e non lo posso comprendere.
È un silenzio imposto, coatto.
Un silenzio che crea confusione, assurdo.
Un silenzio che mi fa paura, perché non dà risposte.
Perché di silenzi senza risposte ne ho già ricevuti. E vorrei non rincontrarli mai più.

Ci sono silenzi che uniscono e alcuni che dividono.
Non so di che tipo sia questo.
Il casino è non sapere, il limbo dell’incertezza.

Ieri Andrea si è rotto il braccio, cadendo dalla bici a Milano.
Mi manda una foto col gesso mostrato come un trofeo e lo firma con la sua ironia:
“…però come direbbe un mio amico di nome Paolo, se è accaduto avrà il suo significato!”
Gli rispondo “il tuo amico è un coglione!”. Rido.

E invece proprio questo mi ci voleva. E a questo servono gli amici.
A volte nemmeno lo sanno, ma oggi Andrea mi ha ricordato quello che mi serviva. Grazie Adrea-s!

Sicuramente questo silenzio ha un senso. E meno lo capisco più ha un grande significato.

Mi si avvicinano tre bambini che sembrano usciti da un sevizio fotografico. Bellissimi. Occhi azzurri che brillano e tutti biondi. Due femmine e un maschio, tre o quattro anni.
Senza alcuna inibizione mi guardano, evitando di introdursi attaccano a parlare:
“Ehy lo sai che il mio zio ha l’ipad 3? Cioè no ha il 2 ma quasi 3. Ci fai sentire la musica?

Ovviamente non era una domanda, ma un ordine, una richiesta urgente.
Di quell’urgenza di vivere che hanno i bambini. Alla quale non puoi dire di no.

Faccio partire la musica con opzione shuffle, brani a caso.
Lo faccio sempre, è così che permetto alla vita di rispondermi, di farmi capire che devo fare
E lei ovviamente risponde.

” All we can do is keep breathing”


Rido, ormai non mi stupisco nemmeno più.
I bambini entrano nel fioraio di fronte e cominciano ad annusare i fiori.
Mia raccoglie una buccia di banana per terra e fa finta di mettermela sui capelli. So che si chiama così perché la mamma grida “Miaaa, lascia stare il signore!”
Mia mi guarda e ride a crepapelle.
E così tutto il resto del mondo comincia a ridere, io seguo.

Ok ok ho capito…
Mi alzo, respiro, rido.
Quel silenzio non mi fa più paura.
Perché qualsiasi cosa nasconda è sicuramente la migliore per me.

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9 thoughts on “keep breathing

  1. Non so se il tuo lasciarci sempre senza parole x la profondità dei tuoi pensieri e orizzonti di vita, possa considerarsi “silenzio”, ma se lo dovesse essere in qualche piccola forma, è sicuramente un silenzio che unisce. Un Silenzio che porta a parlarci dentro e ad osservare ciò che gira intorno, un’occasione in più per dirti semplicemente e con il cuore, ancora una volta: Grazie!!!

    Hello big star e complimenti per le musiche, che anche se in versione shuffle, sono sempre frutto di una tua scelta in quanto presenti solo nel tuo iPad 2 quasi 3 😉

    A presto e un grande abbraccio

  2. Il bello di essere un maschio è che se dicono “lascia stare il signore” non ti senti un vecchio.
    Ok, scherzavo, ho colto il punto del messaggio 😉
    Bel post come al solito. Scrivi ancora quello che passa per la testa ance a noi, così ci togli la pena di farlo da soli. 🙂

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