mi sa che dico sì

Il tintinnio di tazze e piattini saluta festoso la reunion Viola-Paolo.
Mi mancava.
È bello quando ti manca qualcuno. Quando ti manca un saluto, un sorriso e un caffè.
Ci siamo pure baciati, inarcandoci sopra il bancone.
Anche io le sono mancato, ha detto che sono speciale e ha reso speciale questo inizio di giornata.

Quattro ragazze sono sedute al tavolino a fianco al mio. Quattro mondi diversi, quattro tagli e colori. Le donne coi capelli dicono molto. Sono arrivate una alla volta, coreografiche e sincroniche. Non più di un minuto una dall’altra. Sono la versione italiana di Sex & the City. Ormai le donne girano solo a quattro, forse perché così possono andare in bagno a due a due senza lasciare nessuna al tavolo da sola.
Non c’è nulla da fare, sono più avanti di noi.
Mi piace guardare il modo che hanno di parlare fra loro, complici e competitive.
Mi risulta invece difficile vederle diventare grandi.

Mia sorella per me ha sempre dodici anni.
Quest’anno dovrebbe ricompierli per la settima volta.
Ora che è maggiorenne e le è pure cresciuto il seno (ma come ti sei permessa, senza nemmeno chiedercelo in famiglia?!?) dovrei fare un aggiornamento.
Intanto tu copriti e continua a giocare con Ciccio bello per favore.


A Natale ho anche assistito alla sua prima discussione col migliore amico (leggi fidanzato).
Piccole schermaglie amorose. Momento stupendo

Il buongusto inviterebbe ad allontanarsi e lasciarli discutere in pace.
Il buongusto inviterebbe a non raccontarlo a mezzo mondo.
Ho scoperto di non essere una persona di buongusto.

Sommario: lui ama lei, lei ama lui, un terzo lui fa il cretino, lui geloso di lei, lei respinge le accuse, i due fanno pace.
Trama piuttosto scontata, ma ricordiamoci che il regista di “Via col vento” con la stessa storia ci ha fatto i miliardi.
È un classico senza tempo, almeno una volta bisogna passarci in mezzo.
Mangiando pan di stelle e indossando l’espressione più tonta di cui sono stato dotato mi sono goduto tutta la scena, un po’ come al cinema.
Lei piuttosto sicura di sè, di quella sicurezza di chi non ha nulla da nascondere.
Ma sotto sotto lusingata da quella gelosia. Insomma dentro se la rideva.
Lui bello infervorato, geloso e un po’ agitato.
Ma sotto sotto se la rideva pure lui.

Mi piaceva osservare da fuori e con la faccia da scemo come l’amore aveva deciso di manifestarsi quel giorno.
Quella pseudo litigata (ragazzi potete fare molto meglio) in realtà era un corteggiamento dolcissimo, coccolandosi con lo sguardo.
Era un dirsi “ti voglio bene”.
Erano un sacco romantici, fra un tono di voce troppo alto, un “ma io che cosa ci posso fare?” e un “gli spacco la faccia”.
Era in corso una vera e propria battaglia.
Ma non fra loro due. Ognuno combatteva con sè.
Ognuno diviso fra l’atteggiamento esteriore e il sentimento che custodiva nascosto.
Una lotta con gli occhi a cuore, totalmente inorganica.
Una dissonanza fisica fra quello che provi veramente e il modo di esprimerlo.

Ho pensato che va benissimo così.
Che tanto entrambi si stavano capendo.
Che se avessi chiesto a sorpresa a Edoardo con chi ce l’aveva così tanto, perdendosi negli occhi di mia sorella avrebbe balbettato qualcosa senza significato.

Ho capito che noi ci parliamo in un modo, le anime in un altro.
Il corpo e il cuore.
Che parallelamente affrontiamo due discorsi paralleli.
Che se fossimo più intelligenti impareremo ad accordarli.
O per lo meno a dare più ascolto al cuore.
Perché il cuore sa.

Sono sempre stato convinto che quando incontriamo una persona nei primi cinque secondi sappiamo già tutto. Il nostro cuore la conosce perfettamente.
Poi ci buttiamo sopra ragionamenti contorti, convenzioni sociali, opportunismo, egoismo, ego, pipponi mentali e tutto quello che trovate in repertorio e ci incasiniamo la percezione.

Mi piacerebbe riuscire a tornare a quella semplicità dell’anima.
Sentire quello che è per com’è.
Vedere una persona e dirgli “mi piaci” semplicemente perché mi piace.

La morte di Francesco in questo mi ha molto aiutato.
A guardare con chiarezza, a eliminare il superfluo, a capire quali sono le mie priorità.
Ogni tanto ci riesco, facendo silenzio dentro, spostando le carcasse di esperienze precedenti, labirinti in cui mi sono perso.

Qualche volta ritrovo il sentiero. Chiaro, lineare, semplice.
La vita alla fine è facile, il complicato ce lo mettiamo tutto noi.
E comincio a respirare bene, a sentire la fiducia in tutto quello che accade, a sorridere a ogni giorno nuovo, a ogni nuovo evento che piomba improvviso.
A non farmi troppe domande, perché tanto la vita è più intelligente e risponderà per me.
A non giudicare quello che mi accade pretendendo di sapere. Ma guardandolo fidarmi che è per il mio bene.
Perché tutto quello che ci accade non finisce in quel momento, ma ci sta solo preparando ad altro. E sarà grandioso.

Su questo sentiero è più facile dire di sì.

p.s. caro Edoardo nel caso tu legga questo post. Ti ricordo, con gentilezza, che prima di mia sorella in casa Stella sono nati 3 fratelli maschi, piuttosto robusti. E una serie infinita di cugini, sempre maschi, sempre robusti. Qui sotto una piccola rappresentanza, non completa. Io mi comporterei bene fossi in te. Uomo avvisato….

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14 thoughts on “mi sa che dico sì

  1. Anche io avrei voluto un fratello gelosino e presente incuriosito dai mie battibecchi amorosi..oddio forse avrebbe assisitito a troppe delusioni…:) sei tenero..ed è assolutamente un complimento..x alcuni ragazzi sembrerebbe il contrario..:) Ciao Anima Bella!
    Grazie anche oggi x qst tuo silenzioso modo di augurare buona giornata!

  2. Sorry mi è partito il comment incompleto!
    …Nel senso che avrei sempre voluto avere un fratellone ma mi è capitato di essere la big sister di 2 maschi.in compenso pero’ ho vissuto con la scorta fino ai 10 anni per via del lavoro di Papa’, ma non era la stessa cosa.
    L’ala protettiva di un fratellone non ha prezzo e invidio un po’ le tue sorelline: ti senti più sicura “spread your wings” se sai che c’è qualcuno che ti guarda le spalle.
    Big Hug.
    Maggie

    • l’ultima volta che uno ha fatto il cretino con mia sorella stefano con la sua audi coi vetri oscurati lo ha aspettato fuori dalla scuola. mia sorella non ha gradito ti assicuro…mafia star.

      • Conoscendo Stefano ( GS time… ) È tutto fuorche’ spaventoso! Ma l’Audi coi vetri oscurati è un deterrente! Alle Elementari,arrivavo a scuola accompagnata da 2 tipi in borghese con occhiali scuri e parcheggiavano la macchina davanti a scuola,cosi anche all’uscita:nel 90 in via Giorgina Saffi in centro a FC. Non avevo un amico a pagarlo e non mi parlavo con nessuno perche parlavo solo inglese ai tempi 😦
        Vedrai che lil sisters,apprezzaranno presto i fratelloni.
        Take care!

  3. Per certi versi quando entro qua dentro mi sento un’intrusa, perché in realtà a differenza dei commenti dei tuoi amici, i miei sono quelli di una sconosciuta. Poi inizio a leggere e le tue parole sembrano dare il benevenuto al punto che, a fine post, non ci penso più e i miei pensieri vanno al fatto che invece di commentare dovrei solamente leggere e riflettere su quello che scrivi. Perché, per dirci le cose come stanno, tu hai davvero un dono. E non parlo della scrittura, ma del modo di vedere la vita; riesci a raggiungere delle profondità che raramente le persone di mia conoscenza toccano, anzi, oserei dire che molti non ci si avvicinano neanche lontanamente. Metti in pace i sensi ed apri gli occhi. Non vorrei che prendessi tutto questo come una sviolinata o un elogio, perché in fondo dei complimenti non ci si fa niente e il mio scopo non è quello di stuzzicare l’autostima di nessuno. Volevo solo scrivere qualcosa per tutte quelle volte che passerò di qui senza lasciare traccia.

    • le tue parole sono talmente belle che le conserverò per ogni post che non commenti. grazie,ti abbraccio forte.
      e tanto per non farti sentire un’intrusa, la maggior parte dei commenti sono di persone che non conosco…

  4. Mi associo a quanto detto da thanaquil. Ma anch’io, a costo di sentirmi un’intrusa, vorrei dire qualcosa.

    Ho un fratello che ha sei anni più di me. Sempre stato possessivo, geloso e iperprotettivo. Nessuno dei ragazzi che giravano per casa gli andava bene, nemmeno i suoi amici! Non era contento neppure quando uno dei suoi amici l’ho frequentato per mesi. Prima gli era simpatico poi improvvisamente non l’ha più potuto vedere. Fumo negli occhi, decisamente.
    Poi è cambiato … appena in tempo perché la mia pazienza stava per esaurirsi. Oggi ha una figlia quasi trentenne e con lei non è né possessivo né geloso. Ma guarda un po’! Si è allenato per bene con me e poi?

    Comunque tua sorella è fortunata ad avere un fratello tenero come te. 😉

    A presto.

    P.S. per fortuna ho due figli maschi. 🙂

      • No, no … non c’è pericolo. Sono fuori tempo massimo, considerato anche il fatto che non mi chiamo Gianna Nannini e non ho il suo conto in banca. 🙂
        I miei figli ormai sono grandi e non mi sono mai pentita di averli fortissimamente voluti entrambi entro i trent’anni.
        Per la femmina aspetterò … una nipotina. Spero più tardi possibile, però.

  5. “Tornare alla semplicità dell’anima” è uno dei miei propositi per il 2012 e, credimi, mi ci sto impegnando davvero molto perchè so che è quello di cui ho bisogno. Lo scorso anno ho perso 3 persone. a distanza di pochi mesi, a cui tenevo (tengo) molto. Per cui ti sono molto vicina quando parli del tuo amico e posso capire il tuo bisogno di ritornare all’essenzialità della vita. Oltre al dolore per la perdita e la mancanza di queste persone nella mia vita, che in alcuni giorni si fa sentire più forte di altri, mi accompagna una disarmante meraviglia per il destino che la vita ci riserva. Al di là di ogni nostra aspettativa, al di là di ogni nostra meraviglia. Lasciamo che tutto scorra.

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