tendo la mano e trovo la tua

Sono appena arrivato nel 2012. Immagino di non essere l’unico.
Fuori ancora botti, io sotto le coperte con Adele.

Me l’ha fatta conoscere Francesco, quando ancora nessuno la ascoltava. Anticipava le mode, che poi era un po’ il suo mestiere.
Nella mia vita il 2011 sarà sempre ricordato come il suo anno.
Gli eventi più importanti sono stati il nostro incontro e il nostro saluto.
Camminare insieme per 7 mesi, non un giorno di più, ne uno di meno.
6 marzo- 6 ottobre. Mi piace che tutto con lui sia stato così preciso, definito.
Sembra quasi che le nostre anime sapessero che sarebbero state in questa vita a fianco per poco tempo, e volessero per questo sfruttarlo al meglio.
E così è stato.
Abbiamo vissuto molto insieme, come non mi era mai successo prima.
Mi guardo indietro ancora e mi chiedo se è tutto successo per davvero.
Se per davvero un perfetto sconosciuto, che abita in una città a centinaia di chilometri dalla mia mi abbia scelto in modo così sicuro e preciso per trascorrere il suo ultimo periodo qui sulla terra. Se fra tutte le persone che incrociavano la sua vita ogni giorno lui abbia davvero deciso che avrebbe condiviso le sue ultime esperienze con me.

L’anima sa. La mia e la sua.

Io mi sono trovato nel suo vortice di entusiasmo senza accorgemene, mi è sembrato addirittura normale vivere tutto così intensamente, mentre lo stavo vivendo.
Prendere, partire, decidere all’ultimo momento di andare a visitare un posto nuovo e semplicemente farlo.
In questi mesi mi ha parlato tante volte in modo così diretto e autentico che nemmeno riuscivo a rispondere. Ascoltavo questo giovane uomo che mi diceva chi ero, mi guardava negli occhi senza imbarazzo, mi parlava di me senza un giudizio filtrato dal suo ego, ma semplice come una verità.
È stato crudo e dolcissimo.
Non mi ha mai voluto insegnare nulla, si è solo messo di fronte a me in modo talmente puro che nei suoi occhi mi sono potuto specchiare.
Nella sua anima ho visto la mia.
Nessuno ci può insegnare nulla. Noi non possiamo educare nessuno.
Possiamo solo guardarci negli occhi, anime nelle anime, e sentire l’accordarsi dei nostri cuori.

È arrivato un giorno nella mia vita e dal momento successivo ne era parte integrante, come un amico di infanzia, conosciuto da sempre.
Come è arrivato se ne è andato, da un giorno all’altro, con la stessa meravigliosa irruenza.
Ma io non sono più stato lo stesso.
Specchiandomi nella grandezza della sua anima mi sono potuto vedere.
E ho visto cosa voglio diventare.

Prima a cena fra le tante canzoni che passavano fra un brindisi e una lenticchia una mi è entrata dentro. Senza chiedere il permesso, si è spalancata la porta del cuore e si è incastonata come pietra preziosa nel vortice delle emozioni contrastanti di fine anno.
“Grazie perché” cantata da Gianni Morandi e Amii Stewart.
Io non credo alle coincidenze casuali, ormai dai tempo. Aspetto che la vita mi mandi i suoi segnali. Fra mille frasi solo una mi ha richiamato, attirando la mia attenzione, come la campanella a scuola.
“Grazie perché, anche lontano tendo la mano e trovo la tua”.
Grazie Fra, me lo aspettavo il tuo saluto per capodanno. E mi è piaciuto, molto.

(stasera prima di uscire)
Credo che alcune anime arrivino su questa terra dopo aver già intrapreso un percorso. Sono più avanti delle altre.
Quindi non hanno bisogno di restarci più di tanto.
Fanno il loro dovere, essenziali e concrete.
Stravolgono le vite di quelli che hanno accanto, li risvegliano, poi tornano a casa.
Francesco era una di queste anime.
E ora mi ritrovo stravolto e grato.
Mi è stato fatto un regalo, enorme.
Un regalo pesantissimo da portare a casa, ma prezioso.

Quest’anima grande ha preso per mano la mia, l’ha accarezzata teneramente, ha aperto le sue ali. Mi ha fatto vedere come planare e seguire le correnti del vento.
Ora io farò un po’ di tentativi e prima o poi ci riuscirò, qualcuno mi ha fatto vedere che si può volare davvero.
Sono un uomo terribilmente fortunato.
Comincio questo 2012 con le ali ancora un po’ deboli, con il cuore un po’ ferito, con le spalle affaticate.
Ma con un nuovo coraggio, con occhi spalancati, e con il cuore vivo.

Ho imparato a guardare in faccia l’amore, a non averne paura, a riconoscerlo in tutte le forme di cui si riveste.
Ho imparato ad amare il mio carattere complesso senza cercare di modificarlo per cercare approvazione esterna.
Ho imparato a buttarmi, rischiando ogni volta di finire col muso per terra.
Ho imparato che non mi interessano i giochetti ma che credo nelle favole.
E che mi piace dirti che mi piaci.
Che ti guardo e che ti voglio abbracciare e baciare.
E che non sono un debole per questo.

Ho imparato che se voglio davvero volare l’unica cosa che devo fare è amare.

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31 thoughts on “tendo la mano e trovo la tua

  1. ho iniziato a leggerti per caso…..ed ora ti aspetto ogni giorno….non riesco a dirti niente…..buon anno Paolo, che ti possa capitare il meglio. ti bacio. ❤ ❤ ❤

  2. Buon’inizio Paolo, si avverte il tuo grande salto nella vita che il 2011 ti ha regalato attraverso l’Amore: forza unica per muovere gli uomini verso Universi prima sconosciuti e invisi, poi aperti a mostrare tutto il Tanto che hanno dentro. Ti auguro di viaggiare ancora nel Mondo con questa profondità perché il tuo scafo lasci una traccia duratura nel Mare della vita tra persone…e tu di persone ne incontri e incontrerai tante! BUON ANNO (quante volte ormai ce lo siamo augurato!) :-)!

  3. Fai bene a sentirti fortunato: non a tutti è concesso di sentire quello che tu hai provato in quei sette mesi.
    Inutile anche dirti di conservarli e rendere meraviglioso il tuo futuro, perché è palese che tu l’abbia capito.
    La bellezza dell’umanità è questa: ti capita di trovare persone che non avresti mai immaginato esistere e entrare così nella tua vita, aiutandoti a svelare il tuo “destino”.
    Che il nuovo anno e il tuo coraggio ti portino quindi a volare, perché i cieli umani devono essere fantastici.

    P.S.: ho voluto scriverti questo commento di augurio perchè mi sono sentito in empatia con quello che hai scritto, tutto qua, ho cliccato a caso ed è uscito il tuo blog 🙂

  4. …e così oggi hai imparato a volare…
    GRAZIE FRANCESCO per essere passato e aver sostato per il tempo necessario. Per regalarmi Paolo.

  5. Un nuovo percorso da imparare come quando bimbi si imparava a camminare. Un nuovo orizzonte, più alto e più difficile, che si apre di fronte allo sguardo ma che si doveva affrontare. Un grazie alla vita da vivere e a chi ci tiene la mano, ovunque sia in questo momento.

  6. ero in meditazione e itunes andava in sottofondo random
    e poi è arrivata questa canzone, l’ho ascoltata chissà quante volte ma senza mai sentirla veramente, le parole, come se fossero mie, proprio nel momento in cui gli facevo i miei migliori auguri per tutti i suoi anni a venire in noi e nel mondo. tanti auguri Paolo, tanti auguri Francesco qualsiasi forma tu abbia adesso.

  7. Il miracolo più grande che può avvenire in noi stessi è quello di riuscire a stupirsi, ancora, infinitamente.
    E’ bello ciò che scrivi, ancor più bello vedere che anime belle in giro ce ne sono, nonostante tutto.
    Se c’è qualcosa che ho appreso in questo 2011 appena passato è il non perdere tempo, l’andare all’essenziale.
    E alla fine, per quanto si vada in lungo e in largo, si parta e poi si torni, l’essenziale è amare, sempre e con tutto l’amore di cui si è capaci.
    Buon 2012 e grazie per questo piccolo spazio dove ci si può ristorare.
    Sicuramente sei una bella scoperta del nuovo anno 🙂

    A.

  8. Difficilmente mi mancano le parole…ma tu scrivi un concentrato di emozioni che mi fa solamente rimanere zitta.

    Chapeau 🙂

    Un sorriso a te e un sorriso a Francesco.

  9. Sono arrivata qui per caso dopo averti trovato grazie alla home page di wordpress, contenta di averti trovato.
    mi piacciono le tue parole perché…sono delicate.
    e risuonano forte, ma in modo piacevole, in questo mondo urlato.
    (vado a leggere un altro po’ di te)

    buon inizio.

    • è quello che scrivono molti. ritrovarsi nelle stesse parole. ma non sono parole mie, le ho prese in prestito. e quindi sono parole di tutti.ti abbraccio

  10. 6 Ottobre 2012
    La tomba di Francesco è un giardino.
    Metto una semplice orchidea bianca.
    Non riesco a pensare. Prego con l’aiuto del salmo 23 di Davide :
    ” Il Signore è il mio Pastore.
    Non manco di nulla.
    In pascoli di erbe fresche mi fa riposare.
    Ad acque chete mi conduce.
    Ristora la mia anima.
    Mi guida per sentieri di giustizia per amore del suo nome.
    Se anche vado per valle oscura non temo alcun male.
    Poichè tu sei con me.
    Il tuo bastone e il tuo vincastro son questi il mio conforto “.

    Riposa in pace, Francesco.

  11. Carissimo Paolo, mi permetto di rivolgermi a te in questo modo, anche se
    non ci conosciamo. Non conoscevo nemmeno Francesco, non l’ho mai
    visto in vita. La mia conoscenza era indiretta, tramite il suo lavoro di stilista.
    Eppure…..eppure…..spesso vado a trovarlo alla sua dimora terrena, mi fermo alcuni minuti, gli lascio un fiore, prego. La morte di Francesco mi ha
    profondamente colpito. In ambito familiare ho gia’ vissuto un’ esperienza di questo genere. 24 anni fa mia sorella Graziella, sposata e con un figlio di
    tre anni, e’ morta improvvisamente a 28 anni. Mio Dio, come hai potuto
    permettere? A lungo andare ho trovato conforto nella fede e nel pensiero
    escatologico laico del nostro grande poeta Ugo Foscolo. L’ uomo è forma
    e sostanza. La forma – la materia fisica – è destinata a perire. La sostanza –
    lo spirito, l’anima – sopravvive. Ora, Paolo, ti chiedo: è normale che io vada
    sulla tomba di Francesco, una persona in fondo in fondo a me sconosciuta? Eppure ci vado. Sento dentro di me un impulso insopprimibile: è la pietas ….cristiana….laica….che dir si voglia.

    Un abbraccio a te
    Un abbraccio a Francesco

  12. ❤ Bellissimo post.
    Credo che alcune anime arrivino su questa terra dopo aver già intrapreso un percorso. Sono più avanti delle altre.
    Quindi non hanno bisogno di restarci più di tanto.
    Fanno il loro dovere, essenziali e concrete.
    Stravolgono le vite di quelli che hanno accanto, li risvegliano, poi tornano a casa.

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