siediti accanto a me

Seduto su una panchina con il mare.
Un cielo strano, complicato, bellissimo.

le note di Patrick Watson. “Sit down beside me” non credo sia solo il titolo.


Da ieri notte che ci penso, volevo venire al mare a scrivere.
C’è una piccola terrazza a Santa Marinella, un’oretta da Roma. È uno dei miei rifugi. Continua a leggere

keep shining

“Ma dove sei finito? Sono quasi due settimane che non ti fai vedere. E comunque…buongiorno biondo!”

Viola se non ci fosse bisognerebbe inventarla.
Ti fa subito sentire a casa.
Ha visto il video-sigla (si trova in “about me”), le è piaciuto e ha detto che sono andate due persone a conoscerla.
Le hanno chiesto se era la Viola del blog.
Lei giustamente ha risposto che è Viola e basta.

Abbiamo sempre bisogno di associarci a qualcosa per definirci.


Sono stato Paolo il figlio di Pietro, Paolo quello basso, Paolo quello che è cresciuto tutto d’un botto, Paolo bruttino, Paolo mister liceo, Paolo che fa architettura, Paolo che fa Amici, Paolo che fa il  Ciclone in famiglia, Paolo che fa l’attore, Paolo che scrive. Continua a leggere

tutto non può che andare bene

due post nella stessa sera. non era mai successo.

Un piccolo dolore si incunea alle 00.02 di una domenica pre natalizia.
È un piccolo dolore, giovane e delicato.
Si unisce agli altri, si fa il suo spazio fra le cicatrici del cuore.
Anche questa volta penso che abbia un senso, mi domando a cosa servirà.

Sale il nodo alla gola, serro le labbra. Niente lacrime stavolta.
Ok una, ma piccola e delicata.

Ogni tanto mi chiedo se un giorno all’ennesimo piccolo dolore dirò basta, se mi stancherò di vederne il valore, se non lo troverò costruttivo.
Un piccolo dolore inutile.

Poi ritorno sui miei passi. Ogni piccolo dolore ha la sua storia, la sua dignità.
Ognuno un tassello fondamentale, ognuno un gradino.
È come per questo blog.
Ogni volta che scrivo un articolo penso di non aver più nulla da dire, di aver esaurito gli argomenti.
Poi il giorno dopo mi becco il mio “buongiorno biondo”‘ il mio caffè al sorriso di Viola e butto giù due righe. Che poi diventano dieci, poi boh …quante bastano.

Così per i piccoli dolori. Ogni volta penso che il prossimo non lo riuscirò a sopportare, non lo trasformerò in un passo in più nel mio cammino.
Però, miracolosamente, succede.

Ho letto che i dolori sono come gocce che scavano nel cuore. E più ne ricevi più queste gocce scavano nel profondo. Ma il loro scopo è solo uno.
Creare lo spazio necessario per contenere la gioia che sta per arrivare.

Vado a dormire, con il mio piccolo dolore a farmi compagnia, una lacrima e una certezza.
Che tutto non può che andare bene.

Con tanto affetto
P