gli occhi di chi viaggia

Un tramonto giallo e azzurro cola sopra una lunga fila di pini marittimi blu mentre lascio Roma.
L’ho appena baciata, come la fidanzata alla stazione quando si parte per il militare, dalla cima del Gianicolo, insieme a Jack. La stessa amante per 2 fidanzati e nessuna gelosia. Abbiamo aspettato che la linea rosa scavalcasse gli ultimi palazzi, poi siamo saliti sulle nostre rispettive vite, sicuri si sarebbero incrociate nuovamente, presto.

Parto, sarà un caso, o forse no. Ma comunque vado “Far Far” con Yael.

E ora, imbottigliato sul raccordo, scrivo. Continua a leggere

E comunque io rido

Lo faccio tutti giorni, l’ho fatto anche nei giorni peggiori.

Una battuta la devo fare sempre.
L’ho fatta anche quando ho visto Francesco sul lettino dell’istituto medico legale di Parigi.
“ora alzati e cammina” imponendo le mani.
Me la potevo risparmiare, ma non ho resistito. Delirio di onnipotenza come se piovesse.

mr davis salvami tu.
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il cuore in controluce

Circondato da lucine a intermittenza rimango solo nel mio appartamento.
Gianna Nannini suona, entra nell’anima, come le donne che hanno sofferto sanno fare.


Sento un’apertura, all’altezza del cuore, in mezzo al petto. Sento che tutto fluisce da dentro a fuori. Una sensazione intensa. Non riesco nemmeno a capire se fa bene o male.
I violini di questa canzone mi suggeriscono la risposta.
È comunque un bene. Continua a leggere