insignificante e immenso

È l’ultimo giorno effettivo di quest’anno. Nel senso che mi addormenterò nel 2011 e mi sveglierò nello stesso anno per l’ultima volta. Poco ma sicuro.
Le sicurezze di questo periodo sono merce rara, mi ci attacco come un mollusco al suo guscio.


Il rumore felpato del fuoco è la mia unica compagnia in questa serata di congedo dal 2011. Arrivato da Milano diretto a Roma, faccio pit stop a metà strada nella casa di campagna dei miei, a Bagno di Romagna.
Un nome più improbabile è difficile da trovare.

Ho visto paesaggi meravigliosi nella campagna milanese. Ma come si fa a non esserne grati?
Sono dipinti perfetti, emozioni stilizzate nei profili di rami tinti dalla luce del tramonto impastata di nebbia.
Ho rischiato almeno tre incidenti per fotografarli.
Lo rifarei.
La bellezza è una ragione di vita.

Mi piace il silenzio raccolto di questo ultimo scampolo di annata, l’isolamento geografico di un paesino dell’Appennino Tosco-Romagnolo, il calore delle pareti gialle e delle stanze piccole. Mi purifica e mi prepara all’obbligatoria euforia che domani mi sarà richiesta.

Quando sta per arrivare capodanno un folto gruppo di persone si sente in obbligo di dirti “non vedo l’ora che finisca quest’anno. Peggio di così…”
Io faccio parte di quel gruppo di solito.

Ma quest’anno no.

Questo che sicuramente è stato l’anno più duro della mia vita, questo che più di una volta mi ha fatto pensare “se lo supero, non mi ferma più nessuno”, questo che ha raccolto più lacrime che tutti gli altri messi insieme, ecco proprio questo è un’anno che ringrazio di esserci stato.
L’anno in cui sono nato, uscito dal bozzolo, pronto a spiccare il volo.
Che mi ha aperto gli occhi e scoperchiato il cuore.
Che mi ha messo le ali e dato un peso.
Che mi ha dato la certezza di non averne alcuna, ma di aver intrapreso una strada che non contempla la retromarcia.

Che mi ha dimostrato di avere sempre  avuto degli amici straordinari e che lo sono nella buona e nella cattiva sorte. Vorrei sposarmeli tutti e un po’ lo faccio tutti i giorni.

Che ho una famiglia incredibile e che posso averne anche altre.

Che ultimamente incontro persone altrettanto straordinarie che entrano a far parte della mia vita in tempi record. Dritti al cuore.

Che a volte si sta male, ma proprio tanto.
Ma che possiamo decidere di stare bene, sempre.
E che è proprio una decisione, fatta con la testa.
E se decidi con la mente di essere felice il cuore miracolosamente segue.
Che non c’è buio talmente buio da poter oscurare la piccola fiammella che abbiamo il coraggio di accendere.

Che l’essenziale è potente ed è l’unica cosa che mi interessa.
L’essenziale delle persone, del mio lavoro, della vita di tutti i giorni, delle piccole e delle grandi cose, di me.
Sarò un ricercatore di essenza.

Che fare la vittima ti porta in un vicolo cieco, non serve a nulla.
Che è molto difficile accorgersi che la stai facendo. Ma non impossibile.
Che qualsiasi ostacolo che incontri, per quanto tragico è solo un’opportunità di crescita.

Che siamo veramente piccoli e insignificanti.
Che siamo straordinari e immensi.

Che io sono unico, esattamente come tutti gli altri.

Che ho visto due occhi neri e perfetti chiudersi per sempre, spalancando dolcemente i miei.
Che la tenerezza di due occhi mi scioglie il cuore e che abbracciare una persona mi apre all’universo.

Che non esiste un’anima gemella.
Ma che le anime sono potenzialmente tutte gemelle.
E che dipende tutto da quanto noi per primi abbiamo il coraggio di aprire il cuore.

Che ho avuto la fortuna di essere stato molto amato, e che non mi stancherò mai di amare, fino all’ultimo secondo di vita che avrò.

Che tutto l’amore che regaliamo al mondo, in qualche modo torna. Sempre.

E che questa vita ha proprio senso di essere vissuta in ogni istante di immenso che ci viene regalato.

Quest’anno, in alcuni momenti ho pensato che sarei voluto morire, che il peso era davvero troppo da sopportare. Sono stati attimi.
Ringrazio anche quelli. Mi hanno dato la dimensione esatta di quanto ami la vita.

In un paesino dell’Appennino Tosco-Romagnolo dal nome improbabile guardo il cielo stellato.

La cosa che mi sembra più probabile ora è la felicità.

(bali, aprile 2011. ho imparato a ridere sotto la pioggia, aspettando che passi)

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17 thoughts on “insignificante e immenso

  1. Condivido tutto, proprio tutto…hai scritto le parole che io ho pensato, sentito in questo anno “speciale” per me… Grazie per avergli dato voce…
    E, come a me stessa, auguro a te un lungo ed entusiasmante viaggio nel vero “senso della vita”, quel mondo inesplorato che e’ un dono scoprire e che pochi, davvero pochi, conosceranno mai. Buon 2012, buona vita!

  2. Apro totalmente il mio cuore per augurarti un felice e sereno 2012…grazie per le belle cose ke scrivi e per le emozioni ke trasmetti…un abbraccio Fabrizio 🙂 🙂

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