con il sole negli occhi.

Mi sento in cima al mondo. È una sensazione fisica che diventa emozione.
Sono partito dalle fondamenta, buie, umide, spesse. La spirale mi ha affaticato il fiato, ansimo. Ogni tanto uno spiraglio, una ferita di luce. Poi la bellezza dell’uomo, dipinta su soffitti altissimi. Ancora buio, ancora scale, viscere. E infine arrivi. Ti si apre una quantità infinita di cielo caldo, un tramonto che affresca la città. Sono rimasto senza parole. Il cuore gonfio. Vorrei esprimere questo immenso, ma non ne sono capace. Forse non è nemmeno giusto farlo, l’esperienza va vissuta, non raccontata.

8 euro per toccare la felicità è un prezzo più che ragionevole.

Forse solo la musica classica può accompagnarci in questo post.

Un’intelligenza superiore deve aver dato una mano all’uomo che ha progettato castel Sant’Angelo.  Me lo sono visto quell’uomo. Gridava ordini perentori, passava per mille cunicoli, conosceva le viscere del suo bambino di pietra. Spero che si sia reso conto di essere stato un tramite.
Se non te ne accorgi sei fottuto.

Credo che questo sia il fine dell’uomo.
Essere libero, fluido e permettere alla bellezza di esprimersi.

Credo che ogni genio, ogni inventore, ogni rivoluzionario non avesse il genio, l’invenzione, la rivoluzione dentro sè.
Era solo libero di esprimerla.

Credo che ci sia un entità “bellezza”, da qualche parte, che cerca disperatamente un tramite per manifestarsi, come l’acqua ha bisogno della sua sorgente per fuoriuscire dalla pancia della terra e dare la vita.
E quell’entità appartiene a tutti, è un bene comune.

Solo quassù posso parlare di cose così grandi partendo dal nulla, dritto al punto, a gamba tesa.
Quassù sei più a contatto con le idee.

Oggi è la giornata della cultura. Una volta alla settimana sarebbe d’obbligo andare alla scoperta di dove viviamo. Che poi in Italia c’abbiamo pure una considerevole dose di fortuna, dove ti giri ti giri c’è qualcosa da vedere.
Stamattina Viola, dopo il buongiorno biondo,ha deciso che doveva darmi una lezione.
La nostra non-conoscenza diventa sempre più interessante.
“È da stamattina che vedo gente, arrivo qui alle sei. Vanno tutti di corsa. Cos’avranno tanto da correre, che tanto alla fine andiamo tutti a finire lì?”
” Viola tu mi sorprendi sempre. Sai che sto scrivendo un blog e tu ci sei sempre?”
“Grazie biondo!”. pausa. “Cos’è un blog?”

Penso che prima o poi me la limono sul bancone del bar,è stupenda!

Non so quale sia il “lì” che invece Viola sembra conoscere alla perfezione, mossa da una sicurezza che non comprendo.
Sta di fatto che le credo. E smetto di correre.
Almeno oggi, almeno per un po’.
Abito a Roma da 9 anni, non sono mai entrato a Castel Sant’Angelo.
Grazie Viola, credo che sia il giorno giusto per andarci.

Sto scrivendo dalla terrazza che domina a 360 gradi  Roma, con il sole negli occhi.
Turisti, gabbiani, pietra.
Un angelo sulla mia testa.


La salita è stata spirituale. Salendo sentivo la rivoluzione.
E salito ho avuto un sussulto.
Tutto era più di quanto mi aspettassi, più di quanto la mia immaginazione poteva prevedere.
Mi sono seduto sulla panchina di destra.
Ce ne sono solo due, l’essenziale quassù diventa regola.
Ho saziato i miei occhi con ognuno dei 360 gradi.
Ho cercato di immagazzinare i dettagli, gli odori, i profili, i riflessi e un piccolo cagnolino che riportava una palla al suo padrone diversi metri più sotto.
Poi ho cominciato a scrivere.
Greta, come al solito, mi ha lasciato nella mia intimità e munita di macchinetta fotografica (le foto che vedete sul blog sono quasi sempre sue) si è appropriata della sua dose di perfezione.
Dopo dieci minuti è tornata, si è seduta accanto a me, sulla panchina di destra, in silenzio.
Ascoltava il suo iPod, io sempre sul mio iPad. La mac generation.

Scrivevo con foga, volevo catturare tutto il bello, il più possibile.
“Metto da parte un po’ di felicità per i periodi di magra”, anni fa avevo deciso che avrei scritto un libro e questo sarebbe stato il titolo.
Mi volto e la vedo.
Piangeva col tramonto negli occhi e una foto di Franci sull’ipod.
L’ho abbracciata, ho smesso di scrivere.
Il silenzio del suo pianto è tenero come lo sapevano essere gli occhi di Franci. La tenerezza forse segue la proprietà transitiva.
Tutto è così potente quassù.
La stringo ancora più forte e l’abbraccio sa di famiglia.
Si asciuga gli occhi, mi dà un bacio sulla tempia.
Prende il mio iPad, lo spegne, lo ripone nella sua borsa.
Poi sale in piedi sulla panchina e trascina su anche me.
“Guarda”.


Me lo stavo per perdere.
Gli ultimi incandescenti raggi di sole. Roma immensa. Tutto diventa rosa.
Guardiamo in alto.
Non ci diciamo nulla.
E sappiamo entrambi cosa stiamo cercando in quel cielo.

Da quassù magari ci senti meglio, ti siamo più vicini.
Mi piace pensarla così.

Per quanto sia importante per me scrivere, per quanto ognuno abbia cose importanti da fare, nulla lo è quanto essere presenti a noi stessi.
Sono qui ora, questo blog è iniziato così. vivere adesso, nell’attimo presente.
A volte è difficile tenere a mente quanto l’attimo presente sia l’unico assaggio di eternità che possiamo sperimentare.

Il sole scompare, il rosa si tinge di azzurro. Alle mie spalle un angelo.
Anzi due.
Da quassù vedo le macchine piccole piccole, i passanti come formiche e mi sembra impossibile che si possa litigare per un parcheggio.
Greta mi abbraccia da dietro e appoggia la sua testa fra le mie scapole, io guardo il mondo.


È ora di scendere, fra quelle piccole macchine e quei passanti formica, fra parcheggi litigati.
Ma ora so che c’è una terrazza in cima a un castello con due angeli dalla quale si guarda il mondo e si vede Dio, qualsiasi cosa Esso sia.

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3 thoughts on “con il sole negli occhi.

  1. Cercar di combattere l’insonnia accendendo l’ipad non è una grande idea.
    Occhi sgranati, dal commento di un comune amico ad un tuo post su fb sbarco su questo blog e trovo subito una melodia all’hang, strumento che avevo scoperto alcuni anni fa e che avevo dimenticato. Due del mattino.
    Ascolto. Inizio a leggere. Saltello da un post all’altro, leggo alcune frasi. Mi piace il tuo stile sincopato: èanche il mio ma non sono bravo come te.
    Inizio a fare attenzione ai contenuti, ricomincio a leggere, dall’inizio. Leggo tutto. Ore 3 e 45.

    Riflessioni sparse:
    – Da dove sbuchi?
    – Perché riesci a toccare con tanta delicatezza dei tasti così sensibili?
    – I fratelli karamazov, che meraviglia.
    – Perchè negli ultimi anni leggo così poco?
    – Lo dico anche io: tutto nella mia vita si incastra perfettamente, l’importante è che io non forzi la mano: l’importante è invece esser rapidi nell’azione quando si presenti un’occasione.
    – Aspettavo il tuo nuovo post. E’ grave?

    Bravo.
    Francesco

    • francesco che bella mail! grazie davvero. credo che questo blog sia nato proprio per rispondere alla tua prima domanda. e la tua ultima mi rende felice 😉

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