Sei tu? si tu.

A Roma splende quasi sempre il sole, e oggi non fa eccezione.
Anche oggi colazione in piazzetta. Dopo la tecnica sorriso sono diventato il re del bar sotto casa. Il “buongiorno biondo” è diventato lo slogan di San cosìmato. E vi assicuro che cambia la giornata.

A trastevere si vive in un piccolo mondo a parte, spesso antico.
È una piccola comunità a se stante, ci si conosce almeno di vista tutti quanti. Le mie preferite sono le signore anziane che si danno appuntamento al bar degli spaghettari.
Sono stupende, colorate e piene di vita. Ogni mattina, puntuali le vedi al loro tavolo. Sono talmente abitudinarie che non hanno mai saltato un giorno e la cameriera (quella del “buongiorno biondo”) non va nemmeno a prendere l’ordine al tavolo ma porta direttamente quello che vogliono.
Sono sei donne. E ordinano sei caffè diversi: macchiato freddo, caldo, lungo, al vetro, d’orzo e al ginseng.
Non so se sia un vezzo senile, ma lo trovo fantastico.
Ognuna col suo caffè che ribadisce la sua personalità, il suo ruolo.

Gli uomini sono nelle panchine davanti ai giochi, penso siano i mariti, scaldati dai raggi del sole.
Uno ha pure un barboncino beige e deve essere un po il capo. E al capo chiedo una foto. ovviamente. Gli spiego che è per un articolo su Trastevere e vedo nei suoi occhi l’orgoglio di generazioni fedeli al XIII rione. E si spara la posa. Chiama “du rote” (trad. dal romano di due ruote, uomo in carrozzella) il signor Mario per scattare la foto mentre dietro di lui il gruppetto dei suoi bravi sbircia con curiosità la novità della giornata.


Le donne al bar e gli uomini al parchetto. Un po’ sorrido per questa inversione delle parti.
Gli argomenti sia al bar che alle panchine riguardano quasi sempre i dottori, le medicine o il cibo.
Oggi però si parla di Anna, che ha lasciato le finestre aperte ma non è in casa.
E forse è morta.
Perché a una certa età la morte diventa una compagna, se non sempre presente, per lo meno possibile.
E tutto intorno a loro i verdurai del mercato, gente coi cani e un numero indefinito di corrieri express.
Ci sono protagonisti, comparse e molti curiosi.
Fra i protagonisti ci sono i matti di quartiere.
Sì perché se normalmente ci sta il matto del quartiere, trastevere è un quartiere di matti.
Quando sono arrivato qui, 9 anni fa, la piazza non era ancora stata “riqualificata”.
La prima mattina scesi e feci colazione nello stesso bar dove la sto facendo ora.
E il comitato di benvenuto si concretizzò nella persona di Gabriella.
Gabriella era (magari è ancora, ma non la vedo da anni) una signorona piuttosto in carne, coi capelli tutti arruffati e vestita dei colori più sgargianti.
Appena varcai il portone di casa me la trovai di fronte. Mi inchiodò con lo sguardo e mi chiese “chi sei?”.
Io mi guardai attorno. Cercavo la telecamera, la troupe e tutto il team di scherzi a parte.
Lei incalzò. ” chi sei.”
” buongiorno signora, mi chiamo paolo”
Lei prese con entrambe le mani il collo del suo maglione blu un po’ troppo largo (che viste le “misure” di Gabriella poteva essere la vela di luna rossa per dimensioni), infilò la testa dentro e gridò “PAOLOOOO!”
Io impietrito. Silenzio fra noi due. Non sapevo se dovevo fare lo stesso gridando nel mio di maglione il suo di nome, ma nell’incertezza non feci niente.
Poi dissi ” grazie”.
E lei “nulla” .
E se ne andò come niente fosse, riprendendo la sua attività principale: annotare in un quadernone tutti gli oggetti presenti all’interno delle macchine parcheggiate. Un censimento scrupolosissimo. Pagine e pagine di dettagli.
“…e i dettagli sono la cosa più importante” cit fra.

Ma la mia preferita è una signora che vedo sempre, anche oggi l’ho incrociata.
Sottile, elegante con lo sguardo sempre un po’ allucinato. Un simpatico mix fra olivia di braccio di ferro e Franca Valeri. Sempre curata rivela la sua “stravaganza” nei dettagli. Ha sempre qualcosa che stona con il gusto comune, ma rivela la sua unicità.
Ha la passione per i fiori finti e li applica di tanto in tanto alle scarpe, al cardigan o sui capelli.
E ogni tanto ti parla. A me mi ha fermato due volte, non si è introdotta con un saluto ma a gamba tesa mi ha dato il suo messaggio.
“Parigi è una città stupenda’ la più bella. Anche Roma, ma io mi trasferirei a Parigi.”
E poi se ne è andata, entrambe le volte senza salutare.

Parigi è una città stupenda, con cui io prima o poi dovrò fare pace. Con calma…

Ma la cosa che mi piace è l’idea che chiunque di noi sia messaggero inconsapevole del destino di un altro.
Mi piace l’idea di essere il tramite nella vita di un estraneo di una verità assoluta della sua vita, senza però farne parte.
Probabilmente tutti siamo già stati questo inconsapevolmente. Abbiamo fatto o detto qualcosa per noi insignificante che ha segnato la vita di un altro.
Perché tutti siamo profondamente connessi, inconsapevolmente parte della vita comunitaria, più di quanto pensiamo.
“il battito d’ali di una farfalla in Guatemala provoca una tempesta in Giappone”

Il solo fatto di passare oggi qui a piazza San cosimato, a quest’ora, vestito così e di questo umore sta cambiando il mondo. Le variabili di questo mondo e le concatenazioni fra gli esseri umani sono talmente profonde che tutti ci apparteniamo.
Causa e effetto universali.
Quindi oggi, nell’ordine, i miei compiti saranno:
1 cercherò di essere felice, per mandare nel mondo felicità,e possibilmente riceverla indietro.

2 sorriderò a più gente possibile, così che la causa effetto siano almeno un milione di sorrisi solo su Roma

3 darò il mio messaggio del destino a un perfetto sconosciuto, sarò tramite della sua vita. Ne farò parte per un microsecondo, ma tutto cambierà. E poi me ne andrò.
E il messaggio sarà “è ora di perdonare e fare pace con quella persona”

E quell’estraneo sei tu.

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4 thoughts on “Sei tu? si tu.

  1. Sono capitata per caso su questo blog e per caso mi sono imbattuta in questo posto. Per nulla per caso, invece, ti dico che è splendido. Ci ritrovo la vita di qualunque quartiere e di nessun quartiere, di qualunque uomo e di nessun uomo, di qualunque anziano e di nessun anziano. Poi ho letto tutti i post e trovo che scrivi estremamente bene. Forse perché scrivi con estrema sincerità o forse perché sei in grado di cogliere i particolari nascosti nelle pieghe degli eventi, del mondo, della vita che rendono belle o brutte le giornate.
    Una cosa è certa, ha conquistato una lettrice.

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