la bellezza salverà il mondo

Ieri Ale …. Ha scritto questo sul suo profilo

Sei giovane ma astuto, ragazzino…

Quanto è importante la musica.
Quest’estate lessi un’intervista a mika, il cantante quello alto riccio e colorato. Non sono un suo fan, ma le canzoni a volte sono carine.
Nel corso del suo discorso (so che michele non approverà questa assonanza, ma il blog è il mio e comando io!) parlava di un momento particolarmente duro della sua infanzia, pieno di problemi sia economici che personali. A questo punto la giornalista gli chiedeva come la sua famiglia li aveva risolti. E lui candidamente spiegava “mamma accendeva lo stereo del salotto e ballavamo fino allo sfinimento”

Io ho pensato “bella stronzata!”

Poi nei casini  mi ci sono trovato. E ad alcuni casini non puoi porre rimedio.
E la mente che conserva tutte le informazioni, archiviandole scrupolosamente per poi ritirartele fuori quando serve, mi ripropose il fascicolo “mika”

Cavolo. Funziona!

Il potere della musica se la fai entrare dentro di te è sconfinato.
L’ho sperimentato la prima volta a parigi. Tre giorni dopo la scomparsa di franci.
Ho vissuto accampato a casa di Mara insieme a Greta e Ludovica.
Di dormire da solo non avevo alcuna voglia.
La mattina ci si svegliava, si preparava il caffè (ok loro preparavano il caffè) si rifacevano i letti ( ok ok sempre loro) e si piangeva un po’ ( e qui io davo il mio validissimo contributo).
La terza mattina, quando minimamente cominci a realizzare che ti sta succedendo tutto attorno, abbiamo attaccato un’ipad allo stereo.

Canzone a caso? Boh, non so nemmeno se il caso esiste. Sta di fatto che è entrata in noi.
Abbiamo cominciato a fare tutto a tempo di musica. Lo spazzolino a ritmo, le tazze da lavare, i vestiti da indossare. Tutto un po’ come in un video clip. Fino a ballare letteralmente per tutta la casa, saltando sul divano.

A questo proposito Mara…ecco ok lo confesso. Il divano l’ho sfondato io. Anche se poi ti ho fatto quella lunga e credibilissima arringa contro i mobili ikea e sul fatto che era già sfondato. Ok scusa.

Sta di fatto che anche nel buio si cominciava a intravedere la luce.
Mi è sempre piaciuta un’immagine che qualcuno mi disse una volta
“anche ill buio più profondo non può competere con la luce di un fiammifero”.
Basta poco. E a quel poco ci si deve aggrappare.

È da allora che giro sempre con il mio iPod. E quando sento che arriva la botta di buio accendo il mio fiammifero. Cuffiette alle orecchie e mi butto nel musical della vita.

Stamattina il mio musical ha avuto come base la voce di Ingrid Michaelson.  il titolo, il mio motto.
(http://www.youtube.com/watch?v=vpMI8Qu5fsc)

esco dal portone. C’e il sole e già sorrido. Proseguo per la mia via. Saluto con la mano Mario del negozio di design e valentina di quello vintage. Non saluto il parrucchiere dall’altra parte della strada che mi guarda sempre con la sua shampista. E non ho capito a chi dei due piaccio…
Una macchina mi fa passare sulle strisce. È una mamma con una bimba seduta davanti ma praticamente attaccata al vetro perché non si è tolta la cartella.
Io faccio un inchino e sorrido .
La bimba sorride, tanto. La mamma meno, ma accenna qualcosa fra il “che simpatico” e il “chiamo la neuro?”
Tutto va a tempo,il fioraio, i tram i piccioni e anche le volanti della polizia, i ragazzi che escono da scuola (si mi sono svegliato un po’ tardi) e gli spazzini che ballano con le loro scope lunghe lunghe seguiti da quello spazzolone gigante del loro camioncino.
Tutto segue la mia canzone…oppure io mi soffermo solo sulle cose che vanno a tempo con la mia musica?

Ed ecco il pensiero. Forse è proprio questo che devo fare. Trovare, capire e prestare attenzione sulle cose che vanno a tempo con me.
Devo accordarmi al mio destino.

Oggi è stato tutto un musical. E ho finito in bellezza.
Ricevo un sacco di mail di chi legge questo blog, e ringrazio tutti perché sono davvero toccanti. Spesso sono più belle di quello che scrivo io. E quasi tutte hanno un denominatore comune. Le persone che hanno letto le mie parole si sono commosse, molte dicono di aver pianto, non perché io scriva bene, ma probabilmente perché in questo momento non posso fare altro che essere “vero” e il vero appartiene a ognuno di noi. E ci si riconosce.

E dato che non voglio deludere i piagnoni all’ascolto vi dico come ho concluso la giornata.

Sono salito sul gianicolo con questa canzone (devi ascoltarla mentre leggi).
Roma era baciata dalla luce calda del tramonto. L’ultima volta che ero salito quassù era proprio con francesco, il giorno prima che decidesse di andarsene. E sono stato investito da una così grande quantità di bellezza che i miei occhi hanno cominciato a bagnarsi. Lacrime di gioia.
Sulla schiena i raggi mi accarezzavamo.
Gli alberi dritti e lunghi,credo cipressi, sul profilo della collina davano un tocco punk alla città eterna.
E tutto era così lontano e allo stesso tempo così vicino.
E non ho potuto fare altro che dire grazie.
Grazie di tutta questa bellezza, di tutto questo dolore, di queste nuvole e di questi turisti che si fanno le foto abbracciati. Degli stormi che disegnano il cielo, dei pony stanchi dei bambini entusiasti, dell’entusiasmo dei bambini, delle grida, delle risate e del silenzio,
di ognuno di voi che legge e che si prende un po’ della mia vita.
La bellezza dicono salverà il mondo. Di sicuro ha salvato me.

(eddaje di fazzolettini scottex!!!)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...