e in un attimo sei parte di me

scritto con rufus. leggi con rufus, se ti va.

6 nov 2011

Un mese esatto.

Ieri sera sono uscito per la prima volta.
Un’amico inaugurava casa (bellissima) e conoscendolo sapevo che sarebbe stata una situazione tranquilla (ho ancora qualche problema a stare fra tante persone),  quindi sono andato.
Mi sono divertito, tutti simpatici, atmosfera rilassante.
Ho avuto anche una piacevolissima scoperta;una di quelle che all’improvviso ti accorgi di come una persona che sei abituato a vedere a feste e eventi, con cui al massimo dici “allora come va? – tutto bene grazie,tu?-benissimo grazie, ci becchiamo in giro!” abbia una sensibilità e una dolcezza rare, e ti scalda col suo sguardo.

Però, perché c’è sempre sto cavolo di però, io avevo in mente sempre una cosa:

1 mese esatto.

Mentre tornavo a casa, con quella luce arancione del centro di Roma, il venticello stuzzicarello e compagnia bella pensavo al fatto che esattamente un mese fa, alla stessa ora, stavo tornando a casa con lo stesso venticello.
Che entrai a casa e che mi accorsi che Skype trillava.
Che risposi e Francesco era li che mi dava la buona notte.
Che chiacchierammo con leggerezza delle nostre serate e che con leggerezza ci salutammo con un “ci sentiamo domani”.

E che quella fu l’unica promessa che non mantenne.

Ieri notte entrando pensavo solo a come passare la nottata, a come non pensare, a come svenire a letto senza sognare nulla, a come cancellarmi almeno per quelle 5 o 6 ore fino alla mattina dopo.
Non ce la potevo fare.
Io non sono molto cattolico, né molto di nessun’altra religione, ma sono molto credente.
E dato che in tutte le religioni è presente il concetto di “chiedi e ti sarà dato” ho chiesto.
Ho chiesto un miracolo.
Non mi importava quale, uno che mi facesse stare meglio.

Vorrei ringraziare Gesù, Buddha, Allah, la Luce, l’Universo o chi per loro per il mio miracolo personale.

Il miracolo è stato accendere il mio Mac (Steve Jobs da lassù ringrazia per la pubblicità gratis) e aprire facebook ( pure Zuckerberg da L.A. ringrazia per la pubblicità gratis).

Le 5 persone con cui ho vissuto le ore più difficili a parigi, erano li. Tutte nella stessa chat.
Non so cosa ci ha spinto a unirci ( ma credo ci sia lo zampino di franci) sta di fatto che tutti e 5 ci siamo per caso collegati bene o male alla stessa ora, tornati tutti e 5 dalle nostre serate (di tentativo di ricostruzione della normalità) e per la prima volta da quel 6 ottobre, dopo un mese esatto, ci siamo “incontrati” in una chat di gruppo.
Non so chi abbia iniziato questa chat. Forse nessuno di noi. Forse qualcosa più grande di noi.

È stato bellissimo. Nel giro di 5 minuti abbiamo tutti aderito alla conversazione.

Mi sembrava di essere a Parigi, quando il giorno dopo il fattaccio ognuno di noi prendeva un aereo da città diverse e ci si incontrava a casa di Mara, dove abbiamo bivaccato per una lunghissima settimana.
Ognuno arrivava solo, carico di un dolore più grande di lui che solo l’abbraccio di questo gruppo del “comun sentire”poteva sciogliere.
Per me erano tutti e 4 degli estranei che conoscevo per sentito dire o al massimo incontrato una volta di sfuggita.
E che in un attimoo sono diventati parte di me.

Io ho una nuova famiglia.

È incredibile come ci si possa unire in modo viscerale quando il cuore, volenti o nolenti, è completamente aperto. E come dalla morte possa nascere l’amore.

ci vorrebbe quasi un funerale al mese, ma possibilmente senza morto. le anime si incontrerebbero più facilmente.

Ieri fra battute, prese in giro, ricordi, video condivisi, commozione,  stupidate durate per ore c’è stato un piccolo momento di eternità in cui con un’emozione traboccante ci siamo riusciti a confessare un segreto di profonda intimitá.

Quasi intimoriti dalla grandezza dell’evento che ci sovrasta siamo riusciti timidamente ad ammettere che siamo fortunati.

Che probabilmente non saremo mai arrivati in modo così diretto e profondo alle nostre rispettive umanità.
Che oggi siamo una famiglia.

Grazie Ale. Grazie Greta. Grazie Mara. Grazie Fede.
Da oggi e per sempre io per voi ci sono.

Franci nacque il 3/03/83 alle 3:30. Alle 3:03 noi ci siamo dati la buona notte.

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4 thoughts on “e in un attimo sei parte di me

  1. Certo che una canzone più adatta nn la potevi trovare! cmq sia sei uno scrittore fantastico!! Adoro quello che scrivi e come lo scrivi.. In questo post sei riuscito a darci la giusta idea di quello che provavi in quel momento.. Bravissimo! 🙂 e le coincidenze sono fantastiche! 😉

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