keep smiling

Con Antony nelle orecchie comincio la mia giornata.

Qualcuno mi disse che per essere un’artista è necessario attraversare il dolore.
Lo guardai con quella faccia di culo che spesso mi contraddistingue e gli dissi “ok. E ora fumiamoci una canna, saliamo sul gianicolo e gridiamo quanto odiamo il genere umano.”
L’artista tormentato mi sembra un cliché tanto quanto le ragazze scosciate in tv. Come quegli attori con la faccia sempre un po’ corrucciata e la sigaretta sempre,ma dico sempre in mano.
Invece quel potenziale punkabbestia c’aveva un po’ di ragione. Ma non tutta.
Il dolore non rende migliori. È come lo si affronta che cambia le carte in tavola.

Io non sono ancora migliorato, e certo non voglio parlare del mio dolore. Ma mi sono accorto di una cosa.
Ora sento le persone.

Le percepisco da lontano, avverto lo stato d’animo che nasconde la facciata. È strana come cosa ma pure divertente.
Tanti sono arrabbiati. Ma proprio incazzati neri. E più sono gentili più sono incazzati.
La signorina dell’alimentari sotto casa è incazzatissima ed incredibilmente gentile.ma sotto quel sorriso vorrebbe spaccarti la faccia.
Non a me in particolare,o magari si. Ma penso di no.
Credo che se riuscissimo a spersonalizzare il modo in cui le persone spesso ci trattano staremo da dio!
Quando una persona ti tratta male al 90% non è riferito a te. Ma alla sua vita privata, al marito/moglie/compagno/compagna/flirt passeggero che ha scoperto che la/lo tradisce, ai suoi che non l’hanno mai considerata/o all’altezza, alla sua amica/o che non l’ha saputa/o capire e a migliaia di altre ragioni. Ma poi nella sua giornata capitiamo noi. Con i nostri problemi. E i problemi si riconoscono e…bam!

Sono a piazza San cosimato. Mi sono appena svegliato e sono sceso in pigiama con il maglione. Ho un caffè preso al bar che mi sono portato via,perché fa tanto America, e il mio iPad che fa America ancora di più. C’è una bimba, 4 o 5 anni. Nella sua giacchetta fucsia bordata in vellutino nero vedo la sua mamma. Lei sgambetta e ogni tanto mi guarda. Controlla che sia tutto a posto e poi torna allo scivolo, ma prima mi fa un sorrisetto che a me fa tanto “guarda che ho capito tutto!”
Io forse (e molti mi consiglierebbero di togliere questo forse) sarò pazzo, ma sento che lei mi capisce profondamente.


Ma allora con questa capacità ci si nasce!
Poi forse noi la sigilliamo bene bene, la anestetizziamo, ma quella è sempre e comunque li. E forse il dolore è l’unico modo per liberarla di nuovo.
E quando senti gli altri così tanto è facilissimo interagire.Perché gli altri,tutti gli altri, magari non capiscono ma sentono. Quello non ce lo può levare nessuno.

E così ho scoperto il potere di un sorriso.
Ora posso sembrare un attimino sentimentale. E invece sono un gran paraculo.

Un sorriso ha un potere pazzesco.
Ieri ho sorriso, ma veramente, alla barista del bar dove faccio solitamente colazione. Oggi sono entrato, era pieno e dal bancone ha gridato “buongiorno biondo!”. Aveva messo da parte il mio cornetto preferito. Poi senza chiedermi niente ha detto al ragazzo che fa i caffè “un caffè macchiato freddo e zucchero di canna”
Mi è arrivato uno schiaffo di gioia!
Ero talmente contento che non le ho nemmeno detto che ho fatto le intolleranze e il latte non lo posso più bere.

Basta proprio poco per creare una connessione che scavalca le regole della vita quotidiana. Io ti consiglio di provarci.
Cambia te e cambia gli altri. E subito!
Ora vado a sorridere a quello della banca.

Buona giornata!(scrisse sorridendo)

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4 thoughts on “keep smiling

  1. Io credo che tu stia diventando un uomo migliore, il dolore che provi è immane, ma ti sta aprendo una nuova consapevolezza,speciale…che solo tu puoi comprendere.
    Quando ho letto quello che hai scritto , mi sono ricordato di questa poesia di Manzoni

    Regala ciò che non hai…

    Occupati dei guai, dei problemi
    del tuo prossimo.
    Prenditi a cuore gli affanni,
    le esigenze di chi ti sta vicino.

    Regala agli altri la luce che non hai,
    la forza che non possiedi,
    la speranza che senti vacillare in te,
    la fiducia di cui sei privo.
    Illuminali dal tuo buio.
    Arricchiscili con la tua povertà.

    Regala un sorriso
    quando tu hai voglia di piangere.
    Produci serenità
    dalla tempesta che hai dentro.
    “Ecco, quello che non ho te lo dono”.
    Questo è il tuo paradosso.

    Ti accorgerai che la gioia
    a poco a poco entrerà in te,
    invaderà il tuo essere,
    diventerà veramente tua nella misura
    in cui l’avrai regalata agli altri.

    accadrà anche a te..prenditi tutto il tempo che ti serve.

  2. ma che figata immane é ciò che hai scritto?e quanta verità soprattutto…io dico solo che ormai si é perso proprio il gusto di sorridere,o lo si fa per un tornaconto personale…insomma…sono diventata mamma da poco,bimbo arrivato come un fulmine a ciel sereno…spiazzata..a bocca aperta ho tentato tra mille paranoie e pensieri di godermi ciò che dicono sia il periodo più bello per una donna….bé ti dico che ora a 4 mesi dal parto quei sorrisi incondizionati di mio figlio sono qualcosa di indescrivibile….ps..però alla banca proverei anche io a sorridere ahahahahahahahahah

  3. Venerdì dopo una lunga coda in posta ho sorriso alla tizia allo sportello e lei mi ha chiesto per quale motivo stessi ridendo -.- ….poco importa io sorrido lo stesso. 🙂

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